Il palazzo non c’è più ma la “vergogna” rimane: il centro di Vibo come un “orto botanico”

Al posto del famigerato edificio “Stirparo”, abbattuto dopo anni di polemiche, sorge ora una rigogliosa vegetazione urbana ricettacolo di rifiuti, topi e serpenti. Così i cittadini esasperati ricorrono all’ironia “social”

Al posto del famigerato edificio “Stirparo”, abbattuto dopo anni di polemiche, sorge ora una rigogliosa vegetazione urbana ricettacolo di rifiuti, topi e serpenti. Così i cittadini esasperati ricorrono all’ironia “social”

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L'"orto della vergogna" su corso Vittorio Emanuele III a Vibo
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Immaginate un giardino botanico che raccoglie una grande varietà di piante categorizzate per scopi scientifici e per la conoscenza dei visitatori. Un ambiente unico. Pensato a scopo di svago e di studio ma anche di produzione di sostanze medicamentose. Il turismo orientale e l’attenzione di popoli da sempre cultori della medicina officinale, sarebbe garantito. Tra l’altro tutto in un pieno centro cittadino. Lì dove fino a qualche anno fa insisteva il famigerato “Palazzo della vergogna”. Immaginate. Poi portatevi su corso Vittorio Emanuele lll, a Vibo Valentia, all’altezza di piazza Luigi Razza, più nota come piazza Santa Maria. Chiudete gli occhi. E proprio lì, dove c’era l’edificio “Stirparo”, tutto questo esiste davvero. O quasi. Magari non proprio come avete immaginato. Non proprio curato come quello di Copenaghen o di Parigi. Non proprio così medicamentoso come avreste sognato. E neppure tanto amato da serpenti e topi, che in questo speciale orto botanico vibonese, invece, hanno trovato il loro habitat naturale. A Vibo Valentia, tranne il cartellone ricreato al computer (foto in basso) da un fantasioso cittadino che ne ha denunciato su Facebook il degrado, questo “luogo da sogno”, o da incubo se preferite, esiste davvero.

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