Narcotraffico internazionale, ritorna in libertà a Limbadi Pantaleone Pelaia

Si tratta di un soggetto di spicco nell’ambito dello smercio di cocaina, ritenuto vicino al clan Mancuso. Il giudice gli impone di trovarsi un lavoro stabile 

Si tratta di un soggetto di spicco nell’ambito dello smercio di cocaina, ritenuto vicino al clan Mancuso. Il giudice gli impone di trovarsi un lavoro stabile 

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Ritorna in libertà Pantaleone Pelaia, 55 anni, di Limbadi, uno dei protagonisti dell’operazione “Decollo”, fra le più importanti inchieste di sempre contro il narcotraffico internazionale di cocaina. Il magistrato di sorveglianza di Catanzaro, accogliendo un’istanza degli avvocati Guido Contestabile e Francesco Schimio, ha revocato la misura di sicurezza detentiva nella Casa di lavoro disposta dallo stesso Ufficio di Sorveglianza con ordinanza del 28 settembre 2016. La medesima ordinanza disponeva anche la misura di sicurezza della libertà vigilata per tre anni, così come disposta con sentenza della Corte d’Appello di Reggio Calabria l’1 luglio 2010, ricompresa nel provvedimento di cumulo pena emesso dalla Procura generale di Reggio Calabria il 10 luglio 2013. Con tale sentenza, Pantaleone Pelaia è stato condannato alla pena definitiva di 10 anni e 8 mesi di reclusione per i reati di associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico. Nel provvedimento di cumulo è stata ricompresa in continuazione anche altra condanna per narcotraffico a 15 anni di carcere. Pelaia viene ritenuto strettamente collegato al clan Mancuso e con riferimento all’operazione “Decollo” (nella quale è rimasto coinvolto anche Giuseppe Mancuso, alias “Pino Bandera”, fratello di Pantaleone Mancuso, detto “Scarpuni”) era stato tratto in arresto dai carabinieri della Compagnia di Tropea il 22 aprile 2005 dopo un periodo di latitanza di 14 mesi e da ultimo era stato denunciato nel 2016 per minacce. Da qui l’aggravamento della libertà vigilata in una Casa di lavoro per un anno. Tuttavia, i difensori Contestabile e Schimio, facendo leva sulle condizioni di salute di Pelaia e sulla diminuzione della pericolosità sociale di Pelaia nell’ultimissimo periodo sono riusciti ad ottenere dal giudice la libertà vigilata per due anni con obbligo di domiciliare a Limbadi e di non allontanarsi dalla propria abitazione prima delle ore 7.00 e dopo le ore 20.00. Il giudice ha altresì ordinato a Pantaleone Pelaia di trovarsi un lavoro stabile nel più breve tempo possibile e di evitare la frequentazione di pregiudicati e i loro luoghi di ritrovo. La vigilanza sulla misura è stata affidata dal giudice ai carabinieri della Stazione di Limbadi.  LEGGI ANCHE: Decollo Ter | Estorsione alla Lidl Italia, Franco Ventrici ritenuto colpevole pure in Cassazione

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