Tentata estorsione al Parco eolico di Filogaso: stralciata una posizione

Atti rispediti dal Tribunale di Vibo alla Dda di Catanzaro per nullità dell’avviso di conclusione indagini. Si va avanti per i fratelli Cracolici

Atti rispediti dal Tribunale di Vibo alla Dda di Catanzaro per nullità dell’avviso di conclusione indagini. Si va avanti per i fratelli Cracolici

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Nullità dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di un imputato, posizione stralciata e restituzione degli atti all’ufficio di Procura. In questo caso la Dda di Catanzaro che dovrà procedere con un nuovo avviso di conclusione indagini, notificandolo in questo caso ad entrambi i difensori dell’imputato. E’ quanto accaduto oggi dinanzi al Tribunale collegiale di Vibo Valentia per quanto riguarda la posizione di Onofrio Arcella, 31 anni, allevatore di Sant’Onofrio, il cui avviso di conclusione indagini è stato notificato solo all’avvocato Giosuè Monardo ma non anche all’avvocato Sergio Rotundo che stamane ha sollevato l’eccezione accolta poi dal Tribunale con restituzione degli atti alla Procura distrettuale. Onofrio Arcella è comparso in giudizio unitamente ai fratelli Francesco Cracolici, 42 anni e Renato Cracolici, 38 anni, entrambi residenti a Filogaso, per i quali il processo continuerà nella prossima udienza fissata per il 10 ottobre prossimo. I tre presunti esponenti del clan Cracolici, attivo a Maierato e Filogaso, erano stati arrestati il 23 agosto dello scorso anno per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. La Dda di Catanzaro aveva ricevuto gli atti dalla Procura ordinaria di Vibo Valentia. La vicenda ha inizio quando i carabinieri, camuffati da operai, avevano finto di essere impegnati in alcuni lavori nel Parco eolico-fotovoltaico di Filogaso ed erano stati raggiunti  da tre persone che, con atteggiamenti mafiosi e minacce di morte, avrebbero cercato di costringere i “militari-operai” ad allontanarsi dalla zona e ad interrompere i lavori intrapresi. Sui terreni dove insiste il Parco eolico (di cui è cointestatario lo stesso Francesco Cracolici e sul quale Enel Green Power esercita il diritto di superficie) sino a poco tempo fa i lavori di pulizia venivano infatti eseguiti proprio dai tre imputati. I due Cracolici (difesi dagli avvocati Salvatore Staiano e Domenico Ceravolo) sono figli di Alfredo Cracolici, ucciso nel febbraio del 2002. Agguato ad oggi impunito sebbene sul fatto di sangue abbiano reso di recente importanti dichiarazioni i collaboratori di giustizia Andrea Mantella e Raffaele Moscato.