Ordine pubblico: resta revocata la licenza ad un bar di Limbadi

Il Tar dà ragione al Comune che ha dato seguito ad un’informativa della Prefettura. Il locale frequentato da soggetti con precedenti e vicini al clan Mancuso

Il Tar dà ragione al Comune che ha dato seguito ad un’informativa della Prefettura. Il locale frequentato da soggetti con precedenti e vicini al clan Mancuso

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Resta revocata la licenza al bar di Limbadi, ubicato nella piazza del paese, ritirata dal Comune su disposizione di un’apposita informativa della Prefettura di Vibo Valentia. La prima sezione del Tar di Catanzaro ha infatti rigettato il ricorso del titolare del bar condannando il titolare alla rifusione delle spese di giudizio in favore del Ministero dell’Interno – che unitamente della Prefettura di Vibo era difeso dall’Avvocatura dello Stato – e del Comune di Limbadi, difeso dall’avvocato Domenico Tripaldi. Per i giudici amministrativi, il Comune nel caso di specie, ai fini dell’emissione del provvedimento impugnato, ha valorizzato due elementi che al Collegio appaiono di “sicura portata allarmante”. Innanzitutto, dall’attività di controllo del territorio svolta dall’Arma dei carabinieri è emerso come l’esercizio commerciale “sia costantemente frequentato da soggetti con precedenti di polizia” e vicini al clan Mancuso. In secondo luogo, l’esercizio commerciale è allocato negli stessi locali che in precedenza hanno ospitato altri esercizi commerciali (sempre bar) “assoggettati al medesimo provvedimento di chiusura, apparendo così, quanto meno dal punto di vista simbolico, in continuità con essi”. Tali elementi fattuali, per il Tar, sono stati “correttamente letti in combinazione dalla Prefettura di Vibo Valentia, che da essi ha condivisibilmente desunto il pericolo per la sicurezza pubblica”. Da qui il rigetto del ricorso.  LEGGI ANCHE: Bar e ‘ndrangheta a Vibo Valentia: chiusi due locali

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