Violazione della sorveglianza: assolto a Vibo Rosario Fiarè

Nelle scorse settimane il capo dell’omonimo clan di San Gregorio d’Ippona ha lasciato il carcere per gravi ragioni di salute, ottenendo la sospensione in via provvisoria della detenzione

Nelle scorse settimane il capo dell’omonimo clan di San Gregorio d’Ippona ha lasciato il carcere per gravi ragioni di salute, ottenendo la sospensione in via provvisoria della detenzione

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Assolto perché il fatto non costituisce reato. Questa la decisione del Tribunale monocratico di Vibo Valentia nei confronti del boss Rosario Fiarè, 70 anni, San Gregorio d’Ippona, accusato di aver violato nel 2015 la misura di prevenzione e di aver guidato senza patente, ritiratagli in forza dello status di sorvegliato speciale. L’assoluzione arriva in forza di due principi giurisprudenziali sviluppati di recente dalla Cassazione in ordine all’aggravamento delle misure della sorveglianza speciale in caso di violazioni. Il pm aveva chiesto due anni di reclusione. Rosario Fiarè era difeso dagli avvocati Francesco e Paola Stilo. Nelle scorse settimane, il capo dell’omonimo clan di San Gregorio d’Ippona è tornato libero senza alcuna misura. Il Tribunale di Sorveglianza di Torino (nel capoluogo piemontese si trovava infatti detenuto) ha infatti disposto la provvisoria sospensione della pena inflitta dalla Corte d’Appello di Catanzaro che ha condannato Rosario Fiarè a 8 anni e 6 mesi per violenza sessuale di gruppo e violenza privata dopo essersi procurato giovani donne italiane, bulgare e magrebine, attirandole nel Vibonese con la prospettiva di un lavoro per poi chiedere loro delle prestazioni sessuali. La decisione del Tribunale di Sorveglianza era arrivata a causa delle gravi condizioni di salute di Rosario Fiarè, soggetto finito anche in coma e che si trovava ricoverato in ospedale a Torino. Rosario Fiarè, già condannato con sentenza definitiva per associazione mafiosa quale capo e fondatore dell’omonimo clan di San Gregorio d’Ippona, è ritenuto uno dei massimi esponenti della ‘ndrangheta del Vibonese. Un personaggio capace di dialogare alla pari con i Mancuso di Limbadi e di dettare “legge”, dal suo “feudo” di San Gregorio d’Ippona, nelle dinamiche criminali dell’intera provincia.    LEGGI ANCHE:  ‘Ndrangheta: il boss Rosario Fiarè in coma, disposta scarcerazione

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