Concussione: condannato ex responsabile Ufficio Tecnico del Comune di Tropea

Prescrizione, invece, per i fatti riferiti all’incarico che ricopriva a San Calogero. Per l’accusa avrebbe chiesto ad un imprenditore 15mila euro per lo stato di avanzamento lavori

0
4

Prescrizione, invece, per i fatti riferiti all’incarico che ricopriva a San Calogero. Per l’accusa avrebbe chiesto ad un imprenditore 15mila euro per lo stato di avanzamento lavori

La sede del Comune di Tropea
Informazione pubblicitaria

Condanna a 3 anni da parte del Tribunale collegiale di Vibo Valentia per l’architetto Francesco Grande, ex responsabile dell’Ufficio Tecnico del Comune di Tropea. Prescrizione, invece, per lo stesso imputato relativamente ad altra contestata concussione riferita agli anni in cui l’architetto Grande ricopriva l’incarico di responsabile dell’Ufficio Tecnico del Comune di San Calogero. Si è concluso così nel pomeriggio il processo nato da uno stralcio della maxi-operazione denominata “Odissea”, scattata nel settembre del 2006 con il coordinamento della Dda di Catanzaro. Inizialmente, infatti, le due contestazioni legate al reato di concussione erano aggravate dalle modalità mafiose, ma in seguito le stesse sono venute meno con trasmissione degli atti alla Procura di Vibo Valentia che ha esercitato l’azione penale. Secondo l’accusa, in epoche diverse l’architetto Francesco Grande quale responsabile prima dell’Ufficio Tecnico del Comune di San Calogero e poi dell’Ufficio Tecnico del Comune di Tropea avrebbe chiesto la somma di 15mila euro all’imprenditore Luigi Napoli, per lo stato di avanzamento di alcuni lavori che stava eseguendo in zona. Per quanto attiene però il capo di imputazione relativo ai fatti di San Calogero (risalenti al 2002), il Tribunale ha dichiarato il “non luogo a procedere per intervenuta prescrizione”, mentre per i fatti riferiti al Comune di Tropea è scattata la condanna a 3 anni di reclusione. Il pm della Procura di Vibo Valentia, Benedetta Callea, al termine della requisitoria aveva chiesto la condanna alla pena finale di 6 anni nei confronti dell’imputato. L’assoluzione era stata invece chiesta dagli avvocati Antonio Porcelli e Michele Accorinti al termine di due articolati interventi difensivi. 

Informazione pubblicitaria