Festa di Halloween, sequestrati a Vibo prodotti nocivi per la salute

I carabinieri del Nas elevano sanzioni per complessivi 19mila euro nei confronti dei titolari di alcuni negozi impegnati nella vendita di maschere e oggetti utilizzati per la ricorrrenza

I carabinieri del Nas elevano sanzioni per complessivi 19mila euro nei confronti dei titolari di alcuni negozi impegnati nella vendita di maschere e oggetti utilizzati per la ricorrrenza

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Dalle maschere tipo teschio e anonymous a quelle con paillettes. Ed ancora costumi ed altri prodotti per la festa, quali denti da vampiro e palloncini che sarebbero stati venduti a grandi e soprattutto a piccini, sono stati sequestrati dai carabinieri del Nas e dell’Arma di Vibo Valentia e Catanzaro, impegnati in una serie di controlli a tutela della salute dei cittadini anche in occasione della festività pagana ormai pienamente recepita in Italia. Tra i tanti esercenti controllati sono molti gli operatori commerciali di nazionalità cinese risultati non in regola e sanzionati. In particolare, nel periodo della ricorrenza di Halloween vi è grandissima affluenza in questi esercizi di rivendita dove avviene la commercializzazione di tali prodotti posti in vendita nonostante fossero privi delle indicazioni di legge (marchio Ce – tipologia del prodotto etc.), risultando  realizzati con materiale di scarsa qualità o composti che possono incidere sulla salute dei consumatori finali, spesso minori. Sono stati così sequestrati anche dei normali giocattoli ed in particolare una gelatina “Barrel-O-Slime” già ritirata dal commercio su disposizione del Ministero della Salute poiché ritenuta cancerogena e tossica. I carabinieri quale forza di polizia con esclusiva competenza in ambito sanità, igiene e sofisticazione alimentare, hanno disposto mirati servizi, coordinati dal Nas, che hanno interessato le provincie di Vibo Valentia e Catanzaro con la verifica di undici esercizi di vendita. In sei negozi si è proceduto al sequestro amministrativo di 1.450 prodotti complessivi. Le sanzioni elevate ammontano complessivamente a 18mila euro. Le risultanze investigative sono stato oggetto di segnalazione alle rispettive Camere di Commercio, organi deputati a ricevere le violazioni riscontrate e disporre  la contestuale distruzione.

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