Violazione della sorveglianza, condanna definitiva per Pietro Accorinti

Il 57enne di Zungri fermato più volte dai carabinieri in compagnia di soggetti noti alle forze dell’ordine. E’ fratello del boss Giuseppe Accorinti

Il 57enne di Zungri fermato più volte dai carabinieri in compagnia di soggetti noti alle forze dell’ordine. E’ fratello del boss Giuseppe Accorinti

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Confermata dalla settima sezione penale della Cassazione la condanna per violazione della sorveglianza speciale inflitta a Pietro Accorinti, 57 anni, di Zungri. Il suo ricorso è stato infatti dichiarato “inammissibile” dalla Suprema Corte con la conseguente condanna ad un anno così come deciso dalla Corte d’Appello di Catanzaro il 28 novembre 2017. Per la Cassazione, infatti, i giudici di secondo grado hanno correttamente evidenziato “che il compendio probatorio acquisito, tenuto conto degli accertamenti di polizia giudiziaria eseguiti nei quattro episodi oggetto di vaglio, risultava univocamente orientato in senso sfavorevole all’imputato il quale, controllato lungo un arco temporale trimestrale, veniva individuato in due occasioni in compagnia del pregiudicato Antonio Pugliese e in altre due occasioni in compagnia dei pregiudicati Saverio Prostamo e Antonio Giannini”. Secondo la Suprema Corte, quindi, non si può dubitare del fatto che “gli accertamenti svolti nei confronti di Accorinti, che si sviluppavano tra il 9 gennaio 2008 e 1’11 marzo 2018 consentono di ritenere integrata l’abitualità della condotta richiesta dalla norma incriminatrice, conformemente alla giurisprudenza consolidata secondo cui la reiterata frequentazione con persone note alle forze dell’ordine costituisce un sintomo univoco dell’abitualità del comportamento previsto dalla norma” che regola le violazioni della sorveglianza speciale. Da qui l’inammissibilità del ricorso di Pietro Accorinti perché basato su motivi “palesemente infondati” e la condanna del ricorrente anche al pagamento di tremila euro alla cassa delle ammende. Pietro Accorinti – già condannato con sentenza definitiva per narcotraffico internazionale nell’ambito dell’operazione “Decollo” – è fratello di Giuseppe Accorinti, il boss di Zungri che si è visto annullare dalla Cassazione una condanna a 21 anni per narcotraffico di cocaina con trasferimento degli atti a Roma per competenza territoriale. Il procedimento penale è ancora in corso. 

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