Narcotraffico: operazione Stammer, lascia il carcere Pasquale Grillo

Il Tribunale di Vibo accoglie un’istanza della difesa per il 69enne di San Calogero accusato di traffico internazionale di cocaina

Il Tribunale di Vibo accoglie un’istanza della difesa per il 69enne di San Calogero accusato di traffico internazionale di cocaina

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Il Tribunale di Vibo Valentia, in accoglimento di un’istanza avanzata dall’avvocato Giovanni Vecchio, ha disposto la sostituzione della misura della custodia cautelare in carcere applicata a Pasquale Grillo, 69 anni, di San Calogero con quella degli arresti domiciliari. Pasquale Grillo si trovava detenuto dal mese di febbraio 2017 in forza del provvedimento di fermo emesso dai pm della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro nell’ambito dell’operazione denominata “Stammer” che ha inteso disarticolare un’organizzazione di narcotrafficanti internazionale avente la sua base operativa nel Vibonese ma con diramazioni nel resto del territorio nazionale e anche all’estero. A Pasquale Grillo, in particolare, viene contestata la partecipazione alla presunta organizzazione criminale con un ruolo qualificato di “organizzatore e finanziatore dell’associazione”. Oltre ad essere ritenuto un associato di primo livello, allo stesso si contesta un episodio specifico che è rappresentato dal tentato acquisto di oltre mille chili di cocaina dalla Colombia e di circa 800 chili di cocaina dalla Spagna e dall’Olanda, che sarebbe avvenuto nel periodo compreso tra agosto 2015 e gennaio 2017. Il processo “Stammer” è attualmente alle battute conclusive innanzi al Tribunale di Vibo Valentia, mentre il troncone celebratosi nelle forme del giudizio abbreviato davanti al gup distrettuale di Catanzaro ha già registrato la sentenza di primo grado, emessa il 24 luglio scorso e che ha sostanzialmente confermato la tesi dei magistrati della Procura distrettuale di Catanzaro. Quanto a Pasquale Grillo, le ragioni che hanno portato alla degradazione della misura a suo carico risiedono nell’accoglimento delle richieste segnalate dall’avvocato Giovanni Vecchio che, alla luce dello stato di avanzamento processuale e del tempo decorso dall’applicazione della misura, ha richiesto una nuova verifica del quadro cautelare, ritenendo la custodia in carcere non più rispondente ai criteri di adeguatezza e proporzionalità della misura. Il Tribunale vibonese, accogliendo le istanze difensive, ha così mandato agli arresti domiciliari l’imputato che attenderà il suo giudizio fuori dal carcere. LEGGI ANCHE: Narcotraffico: inchiesta “Stammer 2”, in 24 con rito abbreviato, in cinque rinviati a giudizio

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