Calunnia ai danni di un avvocato, a giudizio a Vibo testimone di giustizia

Il giudice per l'udienza preliminare ha disposto il processo nei confronti di Pietro Di Costa, accusato di aver calunniato il legale Francesco Stilo

Il giudice per l'udienza preliminare ha disposto il processo nei confronti di Pietro Di Costa, accusato di aver calunniato il legale Francesco Stilo

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Calunnia ai danni di un avvocato. Con questa accusa il gup del Tribunale di Vibo Valentia, Pia Sordetti, ha rinviato a giudizio Pietro Di Costa, 50 anni, di Tropea, testimone di giustizia. Accolta così la richiesta della Procura di Vibo Valentia che aveva chiesto al giudice il processo nei confronti dell’imputato. Il dibattimento si aprirà dinanzi al Tribunale il 24 gennaio prossimo. Il reato di calunnia è stato formulato nei confronti di Pietro Di Costa (in passato titolare di un istituto di vigilanza privata) poiché avrebbe dichiarato al commissario capo della polizia di Stato, Marco De Bartolis (all’epoca vice capo della Squadra Mobile di Vibo Valentia), di essere stato avvicinato dall’avvocato Francesco Stilo per il tramite del cugino (dello stesso Di Costa) Vincenzo Auteri. Secondo il racconto reso da Di Costa al commissario De Bartolis, “pubblico ufficiale avente l’obbligo di riferire all’autorità”, l’avvocato Francesco Stilo gli avrebbe promesso la somma di “due milioni di euro per indurlo a non testimoniare nei processi”. In tal modo, secondo l’impalcatura accusatoria formulata inizialmente dal pm Barbara Buonanno, il testimone di giustizia Pietro Di Costa il 21 maggio 2015 avrebbe incolpato l’avvocato Francesco Stilo “pur sapendolo innocente” del reato di induzione a non rendere dichiarazioni all’autorità giudiziaria con l’aggravante delle modalità mafiose. Fra le fonti di prova della Procura di Vibo Valentia poste alla base della formulazione dell’accusa elevata nei confronti di Pietro Di Costa per il reato di calunnia ai danni dell’avvocato Stilo vi sono: l’annotazione della polizia giudiziaria del 21 maggio 2015, l’ esito della delega di indagine del 27 luglio 2015, il verbale di sommarie informazioni rese da Vincenzo Auteri (cugino di Di Costa) il 7 luglio 2015 ed il verbale di sommarie informazioni rese da Pietro Di Costa il 5 giugno 2015. Nel periodo indicato da Di Costa (in foto) come quello durante il quale sarebbe stato avvicinato dall’avvocato Stilo, lo stesso legale si trovava fra l’altro da tempo ricoverato in ospedale per un grave incidente stradale che l’ha bloccato per quasi cinque mesi. Pietro Di Costa è difeso dall’avvocato Giacinto Inzillo.   LEGGI ANCHE: Revoca elargizioni a testimone di giustizia vibonese, inammissibile per il Tar il ricorso di Pietro Di Costa

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