martedì,Ottobre 19 2021

Rifiuti a due passi da Santa Maria la Nova, la denuncia di “CambiAmo Vibo”

Accanto alla cinquecentesca chiesa vibonese fanno “bella” mostra di sé cumuli di spazzatura e detriti che si «alimentano regolarmente senza che nessuno ponga fine allo scempio».

Rifiuti a due passi da Santa Maria la Nova, la denuncia di “CambiAmo Vibo”

«Sono ormai diversi mesi, almeno otto, che uno sconcertante cumulo di spazzatura, di natura e provenienza diverse, giace e si alimenta con sempre nuovi incontrollati conferimenti, contro la parete della centralissima chiesa del ‘500 di Santa Maria la Nova, a poco più di 3 metri dal prezioso portale della stessa».

La denuncia è del portavoce del Forum “CambiAmo Vibo”, Antonio D’Agostino, che a corredo della stessa invia una inequivocabile documentazione fotografica.

«Ciò – spiega inoltre – costituisce un vero e proprio spregio al decoro del luogo e al senso di decenza che accomuna gran parte di devoti e laici (che vivono con sofferenza il declino inarrestabile di questa sventurata città). È, inoltre, un elemento che va a sommarsi ai guasti apportati qualche anno fa all’originaria, pregevole geometria ed eleganza della piazza, alterandone il suo utilizzo».

Un rifacimento che D’Agostino e il Forum definiscono «sconsiderato e ingiustificato» tale da «sconvolgere gli spazi, essendo intervenuti malamente sulle più armoniche aiuole precedenti e consentendo alle auto, diventate ormai padrone assolute dell’intero spiazzo, di occupare, mai sanzionate, letteralmente il sagrato. In aggiunta – prosegue -, sulla facciata della chiesa, accanto al portale in marmo statuario (uno dei più raffinati esempi di scuola Gaginiana presenti in Calabria), nessuno può fare a meno di ammirare la insolente vetrina di un gestore telefonico».

Poi, tornando all’accumulo di rifiuti, D’Agostino aggiunge: «non sappiamo chi sia il responsabile di tanta inciviltà, ma è altresì vero che colpevole è chi, in così tanto tempo, non ha provveduto a bonificare, o, quantomeno, a farne denuncia. Si intervenga allora al più presto perché non è più accettabile questa riprovevole, sconveniente condizione di degrado e di abbandono. Un vero e proprio oltraggio ad un luogo sacro che tanto disturba i non pochi cittadini che la domenica frequentano la piazza».

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