Strada del Mare chiusa fra Joppolo e Coccorino, tempi lunghissimi per la riapertura

La Provincia di Vibo dovrebbe cedere le competenze alla Regione Calabria che rispolvera però l’idea di una galleria già ritenuta irrealizzabile dalla magistratura

La Provincia di Vibo dovrebbe cedere le competenze alla Regione Calabria che rispolvera però l’idea di una galleria già ritenuta irrealizzabile dalla magistratura

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Corone di fiori e lumini per la Strada del mare
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Tempi lunghi per la riapertura della strada provinciale numero 23, meglio nota come “Strada del Mare”, chiusa da oltre un anno nel tratto ricompreso fra Joppolo e Coccorino a causa della caduta di un masso sulla carreggiata. Si dovrà infatti attendere il 15 dicembre affinchè la competenza ad eseguire i lavori per la sua riapertura passi dalla Provincia di Vibo Valentia alla Regione Calabria. Rischia quindi seriamente di rimanere chiusa anche per la prossima estate l’importante arteria stradale che collega la provincia di Vibo Valentia a quella di Reggio Calabria, unica via per raggiungere Tropea per chi proviene dal Reggino e dalla Sicilia. Un anno di tempo – il masso è caduto il 7 novembre 2017 – non è infatti bastato alla politica locale, provinciale e regionale per mettere in sicurezza il costone e neppure per iniziare lo straccio di un lavoro. Chiacchiere su chiacchiere e disinteresse rotto solo dalla rabbia dei cittadini che si sono riuniti in un comitato spontaneo per svegliare dal torpore amministratori e tecnici della Provincia e della Regione. Chiusa alla meno peggio con delle barriere in cemento sia dal lato di Coccorino che da quello di Joppolo (con modalità fuorilegge quanto al corretto posizionamento dei segnali e delle luci nelle ore notturne), nei giorni scorsi i cittadini hanno pensato bene di posizionare nei punti di chiusura della strada dei lumini e delle corone di fiori per un funerale simbolico di tutta la zona, tagliata fuori dal resto del mondo e collegata solo da una “mulattiera” secondaria (la provinciale numero 25) stretta, pericolosa e lasciata nel degrado. “Un anno di prese in giro e rinvii inconcludenti. Nessuna convenzione firmata – spiega Giovanni Capua del Comitato “Strada del Mare” – per trasferire e ufficializzare le competenze tra Provincia di Vibo e Regione Calabria. Soliti e oramai inattendibili proclami, quando è palese che con un’unica e poco onerosa somma urgenza si può mettere in sicurezza il tratto più pericoloso e riaprire l’arteria, nell’attesa dell’avvio di questi torbidi lavori definitivi. A questo punto mi chiedo se l’intervento regionale possa aver in qualche modo peggiorato la questione, poiché la Provincia di Vibo non ha neppure inserito l’opera tra quelle finanziabili interamente dal Mit nel quinquennio 2019-2023, sebbene al momento abbia ancora la piena competenza sulla strada provinciale numero 23, essendosi adagiata sulle promesse di Mario Oliverio e Michele Mirabello. I fatti sono inequivocabili e di parole ne sono state spese fin troppe. Per questo come Comitato Strada del Mare abbiamo richiesto l’attenzione del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli. È persino superfluo dire che in base ai progressi attuali, inesistenti, la prossima stagione turistica sarà con buone probabilità compromessa, sancendo il funerale della Sp 23 e con esso delle poche attività commerciali sopravvissute all’anno di chiusura. Siamo oramai una comunità morente”. (L’articolo prosegue sotto la pubblicità)

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Dal canto loro, il sindaco di Joppolo Carmelo Mazza e il consigliere comunale Ambrogio Scaramozzino hanno incontrato lunedì nella sede della Cittadella regionale il presidente della giunta Mario Oliverio ed il consigliere regionale Michele Mirabello. Con loro anche il dirigente della Regione Calabria alle Infrastrutture, Luigi Zinno, il quale sta seguendo personalmente l’iter per i lavori sulla strada pensando di recuperare anche 13 milioni di euro residui dell’Accordo di programma quadro con la Regione risalente al 2006. Le perplessità aumentano però quando si parla di quali lavori eseguire. Tralasciando il fatto – grave – che qualcuno dovrebbe spiegare ai cittadini i motivi per i quali la riunione di lunedì scorso non si sia tenuta per esempio un anno fa (senza perdere un anno di tempo), fra le ipotesi rispolverate dall’ingegnere Luigi Zinno vi è infatti anche la ripresa dei lavori per la realizzazione della galleria lungo la strada provinciale 23 subito dopo l’abitato di Coccorino. Un’idea che dimostra chiaramente come la Regione Calabria non conosca né le vicende giudiziarie che hanno interessato il tratto di strada in questione, né ha mai letto le conclusioni dei consulenti tecnici della Procura di Vibo Valentia. Non si spiega altrimenti l’idea di rilanciare la realizzazione di una galleria – che nulla ha a che vedere con la messa in sicurezza del costone da cui si è staccato il masso finito sulla carreggiata – che per fior di consulenti della Procura hanno da tempo detto che è irrealizzabile. Lo stesso gip del Tribunale di Vibo Valentia che ha sequestrato nel 2015 la strada (per la quale è indagato, oltre ai titolari delle imprese appaltatrici dei lavori, anche il funzionario della Provincia e rup per la costruzione della strada, Antonio Francolino) ha infatti da tempo messo nero su bianco le diverse “difformità e anomalie progettuali ed irregolarità nella progettazione, con una discordanza geologica per la galleria di Joppolo che è emersa tra le due fasi progettuali” risolta dal Rup che ha orientato la progettazione esecutiva della Galleria “sulla base della progettazione definitiva, con caratteristiche tecnico/economiche diverse e lasciando all’alea delle successive verifiche in fase di costruzione eventuali aumenti di costi così mettendo in forse la stessa fattibilità concreta dell’opera”. Più chiaro di così…

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