Falso e sostituzione di persona, Cassazione condanna ex amministratore di Briatico

I giudici dichiarano inammissibile il ricorso e confermano il verdetto della Corte d’Appello di Catanzaro

I giudici dichiarano inammissibile il ricorso e confermano il verdetto della Corte d’Appello di Catanzaro

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La settima sezione della Cassazione ha confermato la penale responsabilità dell’ex assessore ed ex consigliere comunale di Briatico, Gianfranco Bulzomato, 50 anni, accusato dei reati di falsità materiale e sostituzione di persona. La sentenza della Corte d’Appello di Catanzaro porta la data del 28 marzo 2017 ed aveva parzialmente riformato la sentenza del Tribunale di Vibo Valentia, che aveva condannato Gianfranco Bulzomato revocando la statuizione che subordinava la sospensione condizionale della pena alla pubblicazione della sentenza di condanna. Avverso tale verdetto aveva proposto ricorso Bulzomato denunziando vizi motivazionali quanto alla condanna per il primo reato, sostenendo che la mera apposizione della fotografia del ricorrente al documento falso non valeva a dimostrare il concorso nel reato, mentre, quanto al diverso reato di sostituzione di persona, aveva sostenuto che era assorbito nel falso. La Suprema Corte ha però respinto il ricorso poiché “il delitto di sostituzione di persona non è assorbito da quello di possesso di documenti di identità falsi ma i due reati concorrono; infatti, la seconda delle due disposizioni – sostengono i giudici – punisce il mero possesso o la fabbricazione del documento, indipendentemente dalla successiva utilizzazione, mentre la prima – nel caso la sostituzione avvenga ricorrendo ad un documento di identificazione contraffatto – presuppone proprio tale utilizzazione, la quale costituisce, pertanto, un fatto ulteriore e autonomo”. 

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