Giudizio immediato per Ciko Olivieri, ecco tutte le singole accuse

Dieci capi di imputazione e sette parti offese per le sparatorie di Nicotera e Limbadi. La Procura di Vibo Valentia ottiene il processo saltando l’udienza preliminare

Dieci capi di imputazione e sette parti offese per le sparatorie di Nicotera e Limbadi. La Procura di Vibo Valentia ottiene il processo saltando l’udienza preliminare

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Dieci capi di imputazione e sette persone offese. E’ quanto si evince dal decreto di giudizio immediato disposto dal gip del Tribunale di Vibo Valentia, Pia Sordetti, nei confronti di Francesco Olivieri, 32 anni, di Nicotera, protagonista di gravi fatti di sangue avvenuti l’11 maggio scorso. In particolare, Francesco Olivieri, detto “Ciko”, è accusato di omicidio aggravato dalla premeditazione perché, esplodendo a Nicotera tre colpi di fucile nei confronti di Michele Valerioti ed attingendolo alla regione sottomandibolare destra e al torace, ne provocava un grave trauma cranio encefalico ed un grave trauma toracico con lesioni agli organi vitali (polmone destro e cuore), cagionandone così la morte. Nei confronti di Giuseppa Mollese, sempre a Nicotera, è stato invece sparato un solo colpo di fucile che, attingendo la vittima alla regione mammaria destra, ne ha provocato un grave trauma toracico-addominale con lesione degli organi interni, cagionandone anche in questo caso la morte. Contestata pure qui l’aggravante della premeditazione nel reato di omicidio. Tentato omicidio, aggravato dalla premeditazione, è poi l’accusa mossa per i due colpi di fucile esplosi a Limbadi nei confronti di Vincenzo Timpano che reagiva prontamente riuscendo ad evitare i proiettili. Detenzione illegale e porto in luogo pubblico di un fucile non meglio specificato, in quanto mai ritrovato, è quindi l’ulteriore contestazione nei confronti di Francesco Olivieri.                                                                    Lesioni personali, aggravate dall’uso di un’arma – per l’esplosione di più colpi di fucile nel bar di Limbadi che per errore ferivano al polso destro (con proiettile ritenuto in sottocute e rimosso chirurgicamente) Pantaleone Timpano – è invece altra contestazione contenuta in uno specifico capo d’imputazione. Così come il reato di lesioni personali aggravate è anche l’accusa per aver spinto con forza a terra Francesca Vardè (facendola cadere rovinosamente) in occasione dell’esplosione dei colpi di fucile all’indirizzo del marito Michele Valerioti.         Contestato infine il reato di danneggiamento per aver esploso a Limbadi numerosi colpi di fucile in direzione della porta di ingresso dell’abitazione e dell’autovettura Volkswagen Polo di proprietà di Francesco Timpano, più un colpo di fucile a Nicotera all’indirizzo della saracinesca del locale commerciale di proprietà di Maria Teresa Campennì, denominato “Il Capriccio”. Danneggiamento anche per i numerosi colpi di fucile esplosi in direzione della Peugeot 106 di proprietà di Cesare Taccone a Nicotera, più due colpi di fucile in direzione dell’insegna del locale ristorante-pizzeria “Il Castello” di proprietà di Francesco Mollese. Il processo si aprirà il 19 febbraio prossimo dinanzi alla Corte d’Assise di Catanzaro. Francesco Olivieri è difeso dall’avvocato Francesco Capria. L’accusa è rappresentata dal pm Concettina Iannazzo. Le persone offese sono state individuate in: Francesca Vardè, Domenico, Manuel, Daniel ed Erika Valerioti (figli di Michele Valerioti), Concetta Gaglianò (figlia di Giuseppa Mollese) e Giuseppe Gaglianò (marito di Giuseppa Mollese).  In foto in alto Francesco Olivieri, in basso Michele Velerioti     LEGGI ANCHE: L’omicidio di Timpano ed il killer che ha completato l’opera di Francesco Olivieri

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