Fiumi di cocaina diretti a Malpensa, arrestato 53enne di Nicotera

La Polizia di Busto Arsizio, su richiesta della Procura Antimafia di Milano, ha eseguito sette arresti sgominando un’organizzazione dedita al traffico transnazionale di droga con base nel Varesotto e al cui vertice vi era un latitante calabrese  

La Polizia di Busto Arsizio, su richiesta della Procura Antimafia di Milano, ha eseguito sette arresti sgominando un’organizzazione dedita al traffico transnazionale di droga con base nel Varesotto e al cui vertice vi era un latitante calabrese  

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Sette arresti sono stati eseguiti dalla Polizia di Stato su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia di Milano, nei confronti dei componenti di un’associazione criminale finalizzata al traffico transnazionale e alla distribuzione di ingenti quantitativi di cocaina. L’organizzazione, al cui vertice vi era un latitante di origini calabresi, aveva una base logistica a Busto Arsizio nel Varesotto e contava anche su complici addetti allo scarico merci nell’aeroporto di Malpensa per far arrivare in Italia, direttamente dal Sudamerica, le partite di droga. Oltre alla Lombardia il traffico interessava anche la Sardegna. La cocaina diretta a Malpensa viaggiava in casse di frutta tropicale su voli commerciali provenienti dal Sudamerica. Stando all’inchiesta, i vertici del gruppo erano Mario Palamara, 49enne di Melito Porto Salvo (Rc) latitante dal 2015 con casa a Barlassina (Monza) e Salvatore Antonino Costantino, 53 enne di Milano originario di Nicotera. Palamara, in stretto contatto con trafficanti sudamericani nonostante la latitanza, avrebbe fatto arrivare nel nostro Paese svariati chilogrammi di polvere bianca che avrebbe gestito con Costantino. A reperire la clientela ci avrebbe pensato Francesco Ceravolo, 64 enne di Montebello Ionico (Rc) residente a Busto Arsizio. Della droga stipata nell’area cargo dell’aeroporto si sarebbero occupati Raffaele Cirillo, 48 anni e Angelo Grilli, 51 enne, tutti e due di Lonate Pozzolo (Varese), rispettivamente ex dipendente di una cooperativa scarico merci il promo tuttora dipendente il secondo. Sempre loro avrebbero consegnato la cocaina nelle mani di altri complici fuori dallo scalo.

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