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Il gup decide per il non luogo a procedere nei confronti del 35enne ex sodale di Andrea Mantella

Cronaca

Non luogo a procedere perché il fatto non costituisce reato. Questa la sentenza del gup del Tribunale di Vibo Valentia, Giulio De Gregorio, nei confronti di Salvatore Morelli, 34 anni, di Vibo Valentia, accusato di aver violato la sorveglianza speciale (con obbligo di soggiorno nel comune di Vibo per tre anni) non presentandosi, fra le altre cose, in Questura per la firma. Anche in questo caso, alla luce di un recente orientamento della Cassazione, manca la rivalutazione della pericolosità sociale di Morelli, destinatario dei provvedimenti di sorveglianza speciale nel 2012 da parte del Tribunale di Vibo e nel 2014 da parte della Corte d’Appello di Catanzaro. Fra le fonti prova a suo carico anche una comunicazione notizie di reato redatta dalla Guardia di Finanza di Vibo nel dicembre del 2015. In gup ha però accolto le argomentazioni degli avvocati Giuseppe Di Renzo e Giuseppe Grande ed ha prosciolto Morelli per il quale il pm aveva avanzato richiesta di rinvio a giudizio. Il 35enne si trova attualmente agli arresti domiciliari ed è stato condannato in via definitiva alla pena di 4 anni e 6 mesi per associazione mafiosa. La pena gli era stata inflitta dalla Corte d’Appello di Catanzaro il 17 gennaio 2013 nell’ambito dell’operazione della Dda di Catanzaro denominata “The Goodfellas” (“I Bravi Ragazzi”) condotta dalla Squadra Mobile di Vibo Valentia all’epoca retta da Maurizio Lento ed Emanuele Rodonò, e poi divenuta irrevocabile. Salvatore Morelli, detto “l’Americano”, è stato ritenuto il collettore dei proventi delle attività illecite del gruppo facente capo ad Andrea Mantella (inserito nel più ampio clan Lo Bianco) prima della decisione di quest’ultimo di collaborare con la giustizia. LEGGI ANCHE:Ndrangheta: escalation criminale a Vibo, i nuovi equilibri mafiosi nella città capoluogo

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