Violazione della sorveglianza, prescrizione per il boss di Zungri

La contestazione risaliva al 2008. La sentenza del Tribunale di Vibo era arrivata il 6 dicembre del 2013, quella d’appello tre anni dopo

La contestazione risaliva al 2008. La sentenza del Tribunale di Vibo era arrivata il 6 dicembre del 2013, quella d’appello tre anni dopo

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Finisce in prescrizione la violazione della sorveglianza speciale contestata a Giuseppe Accorinti, 59 anni, ritenuto il boss di Zungri. E’ quanto deciso dalla prima sezione penale della Cassazione per delle contestazioni che andavano dal 12 settembre 2008 al 7 novembre dello stesso anno ed in particolare per essere stato controllato in due distinte occasioni in compagnia di pregiudicati, quindi alla guida di un’autovettura nonostante gli fosse stata revocata la patente di guida, mentre nell’abitazione ove era rimasto ristretto agli arresti domiciliari erano stati ritrovati tre coltelli a serramanico. Non era stato infine rinvenuto nella propria abitazione nel corso di un controllo. La Suprema Corte ha quindi annullato senza rinvio la sentenza della Corte d’Appello di Catanzaro dell’11 ottobre 2016 che aveva confermato il verdetto del Tribunale di Vibo datato 6 dicembre 2013. Il Collegio ha ritenuto altresì che il ricorso di Accorinti laddove lamenta carenze di motivazione nella sentenza d’appello in ordine alla sussistenza del requisito dell’abitualità della contestata frequentazione con pregiudicati non è da ritenersi inammissibile. Tuttavia, preliminare ed assorbente è stata ritenuta l’estinzione del reato per prescrizione non essendo evidente ictu oculi l’innocenza dell’imputato. LEGGI ANCHE: ‘Ndrangheta: inchiesta Nemea, Leone Soriano voleva uccidere Peppone Accorinti (VIDEO)

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