Giustizia a Vibo: Csm e Anm accanto ai magistrati costretti a lavorare fra mille difficoltà – Video

Giovanni Zaccaro ed Eugenio Albamonte oggi in città per toccare con mano i problemi di chi opera in un Tribunale di “frontiera” 

Giovanni Zaccaro ed Eugenio Albamonte oggi in città per toccare con mano i problemi di chi opera in un Tribunale di “frontiera” 

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Incontro organizzato da Area democratica per la giustizia oggi a Vibo Valentia per mettere a fuoco i problemi quotidiani di chi opera in un Tribunale di “frontiera”, alle prese con difficoltà che non si riscontrano in altre parti d’Italia. Ne è consapevole il Csm che con Giovanni Zaccaro ha voluto tastare sul posto le diverse criticità. Una visita che dimostra come il Consiglio Superiore della Magistratura sia vicino ai giovani colleghi che si trovano a lavorare fra mille problemi, con un nuovo palazzo di giustizia in gran parte inagibile e che manca di quasi tutto, eterna opera incompiuta per la quale si aspetta un intervento risolutivo da parte del Ministero della Giustizia. E i problemi non mancano neppure nel vecchio Tribunale di corso Umberto I, con operatori della giustizia costretti a lavorare in molti casi stipati in stanze e locali ormai inadeguati. Accanto a ciò, la priorità di coprire al più presto i posti direttivi ancora vacanti e venuti meno per le note vicende che hanno di recente interessato alcuni magistrati (LEGGI QUI:.Incompatibilità ambientale a Vibo: il Csm trasferisce d’ufficio il giudice Lucia Monaco e QUI: La presidenza del Tribunale di Vibo e l’incompatibilità ambientale archiviata per il giudice Nicola Filardo)Insieme a Giovanni Zaccaro, anche Eugenio Albamonte dell’Associazione nazionale magistrati di cui è stato presidente sino all’aprile scorso. L’impegno è quello di tenere alta l’attenzione su Vibo Valentia e sul suo “pianeta giustizia” sin quando la situazione non rientrerà nella normalità. Una normalità al momento ancora lontana dall’essere raggiunta ma che si spera, anche con il fondamentale sostegno di Csm e Anm, possa arrivare in tempi brevi perché il territorio vibonese ha da tempo “sete” di giustizia, reclama attenzioni reali ed ha voglia di riscatto. 

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