Sorveglianza speciale confermata per boss di Fabrizia

La Cassazione respinge il ricorso. Nell’agosto scorso è arrivata la sentenza defibtiva per il reato di associazione mafiosa

La Cassazione respinge il ricorso. Nell’agosto scorso è arrivata la sentenza defibtiva per il reato di associazione mafiosa

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Resta confermata la sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno nel comune di residenza per la durata di cinque anni decisa nei confronti di Bruno Nesci, 63 anni, ritenuto a capo dell’omonimo clan di Fabrizia. La Cassazione ha infatti ritenuto inammisibile il ricorso del ricorrente avverso la decisione della Corte d’Appello del 17 gennaio scorso. Per i giudici, ai fini dell’applicazione di misure di prevenzione nei confronti di indiziati di appartenere ad associazioni di tipo mafioso è necessario accertare il requisito della “attualità” della pericolosità del proposto, laddove solo nel caso in cui sussistano elementi sintomatici di una “partecipazione” del proposto al sodalizio mafioso è possibile applicare la presunzione semplice relativa alla stabilità del vincolo associativo. I giudici nel caso di specie hanno richiamato la sentenza definitiva con la quale Bruno Nesci è stato condannato alla pena di 12 anni di reclusione per il reato di associazione mafiosa dal 1990 al giugno del 2007, mentre per altro verso sono stati valorizzati “plurimi elementi di valutazione quali il ruolo di promotore e organizzatore del sodalizio svolto da Nesci, l’amplissimo arco temporale in cui detto ruolo è stato rivestito, il peculiare e determinante contributo portato all’esistenza e al rafforzamento del sodalizio stesso”. Da qui l’inammissibilità del ricorso. Bruno Nesci è rimasto coinvolto nell’operazione antimafia denominata “Domino” al termine della quale è stato condannato per associazione mafiosa unitamente al genero Antonio Montagnese che ha rimediato 9 anni di reclusione.   LEGGI ANCHE: ‘Ndrangheta: operazione “Domino” contro i clan di Fabrizia, Cassazione respinge i ricorsi

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