Il piccolo Manuel si risveglia dal coma e torna nella sua Curinga – Video

Il bimbo di due anni era stato investito da un’auto mentre giocava nel giardino di casa. I medici non gli avevano dato nessuna speranza

Il bimbo di due anni era stato investito da un’auto mentre giocava nel giardino di casa. I medici non gli avevano dato nessuna speranza

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È il miracolo di Natale, la prova che anche i sogni impossibili possono avverarsi. Manuel, due anni appena, investito il 22 aprile scorso a Curinga, non aveva speranze a causa della gravità delle ferite riportate, soprattutto alla testa. I medici del Bambin Gesù di Roma, dove il piccolo è rimasto ricoverato per 8 mesi, erano stati categorici: possibilità che si riprenda non ce ne sono. Un dramma inconcepibile che aveva travolto come uno tsunami di disperazione la giovane coppia di genitori. Ma loro non si sono mai arresi e hanno sempre sperato che indietro, alla loro vita prima del drammatico incidente, si potesse tornare. Una fiammella piccola, ma forte, alimentata dall’amore incommensurabile di due genitori e di tutta la famiglia di Manuel. E alla fine, quella luce fioca è diventata un sole splendente. Il bimbo è uscito dal coma ed è nato di nuovo. Ieri è stato dimesso dall’ospedale, dopo mesi di interminabile attesa, preghiere e occhi bagnati dal pianto di pazienti, medici, infermieri. Nel grande ospedale pediatrico della Capitale tutti conoscevano la storia di Manuel. Quando si è svegliato dal coma, in tanti hanno rivolto gli occhi al cielo, anche se qua giù sono stati i medici e i macchinari del nosocomio ad averlo strappato al buio del suo destino che pareva segnato. Prima che partisse per tornare in Calabria con i suoi genitori, l’ospedale ha organizzato una festa per salutare la famiglia calabrese. Non accade spesso in un luogo così abituato al dolore, segno dell’eccezionalità di un evento che lascerà un ricordo indelebile nelle esistenze che hanno sfiorato questa storia. Ma è stato il ritorno nella sua casa, a Curinga, il momento in cui l’incubo si è definitivamente dissolto. C’era tutta la comunità del piccolo paese al confine fra le province di Catanzaro e Vibo Valentia ed a due passi da Lamezia Terme ad attendere l’arrivo del piccolo. Mamma Margherita e papà Diego lo hanno riportato a casa in auto. A Roma, nell’aprile scorso, c’era arrivato con un elicottero dell’aeronautica, nell’estremo tentativo di salvargli la vita. Una vita che oggi rifiorisce negli occhi azzurri e profondi di Manuel, che sorride in braccio alla mamma. Fuochi d’artificio e regali hanno salutato il suo arrivo. Ma il vero dono era lui. Una strenna natalizia di straordinario valore che nessuno a Curinga dimenticherà mai. Tra parenti e amici che si sono riuniti per accoglierlo, c’era anche l’infermiera dell’ospedale Pugliese Ciaccio di Catanzaro, tra le prime soccorritrici del piccolo. Manuel dovrà seguire un percorso di riabilitazione, ma il peggio è passato. Papà Diego stringe nella mano la croce del rosario che ha al collo. Una catenella bianca che si è rivelata forte come una gomena, alla quale si è aggrappato durante il calvario del suo unico figlio. Abbracci e lacrime di gioia hanno il sopravvento. La felicità di tutti è palpabile, sincera come solo l’amore per un bambino sa essere. Alla fine la famiglia entra in casa. Ci saranno ancora tante occasioni per festeggiare e ringraziare. Ma ora è tempo di tornare insieme, nell’intimità della propria casa, senza camici bianchi e odore di disinfettante intorno. E aspettare il Natale, il più bello che Manuel e la sua famiglia potessero sperare. 

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