Narcotraffico: Cassazione conferma decisioni per due vibonesi coinvolti in “Meta 2010”

Si tratta dell’operazione che ha colpito la rete di importatori di cocaina gestita dal defunto broker Vincenzo Barbieri, ucciso a San Calogero

Si tratta dell’operazione che ha colpito la rete di importatori di cocaina gestita dal defunto broker Vincenzo Barbieri, ucciso a San Calogero

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La Cassazione ha confermato la condanna a 11 anni e 4 mesi di reclusione nei confronti di Filippo Paolì, 39 anni, di Vibo Valentia, ritenuto responsabile del reato di associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico nell’ambito dell’operazione della Dda di Roma denominata “Meta 2010”, scattata nel 2011 e che ha colpito il narcotraffico gestito da un gruppo di vibonesi facenti capo al defunto broker della cocaina, Vincenzo Barbieri, ucciso a San Calogero nel marzo 2011. La competenza territoriale alla trattazione del processo era passata da Roma a Reggio Calabria in quanto il luogo di sbarco della prima importazione di cocaina era stato individuato nel porto di Gioia Tauro. In primo grado gli imputati erano stati condannati con il rito abbreviato dinanzi al gup distrettuale di Reggio Calabria. La sentenza della Corte d’Appello di Reggio Calabria era arrivata per Filippo Paolì il 20 dicembre 2017 dopo un precedente annullamento con rinvio ad opera della Cassazione limitatamente alla determinazione dell’aumento di pena disposto a titolo di continuazione. La Suprema Corte ha quindi confermato le sanzioni accessorie del divieto di espatrio e del ritiro della patente per tre anni, giustificandole “con l’imponenza dell’importazione di stupefacenti cui ha partecipato il ricorrente”, sottolineando che Filippo Paolì aveva “concorso all’importazione di un quantitativo pari a 1.200 chilogrammi di cocaina. Confermata anche la misura di sicurezza della libertà vigilata per tre anni, da eseguire a pena espiata, che per la Cassazione è stata “adeguatamente giustificata con il rilevante allarme sociale determinato dalla vastità del traffico illecito di stupefacenti, in grado di eludere i controlli alle frontiere e con la complessità dell’organizzazione alla quale il Paolì aveva contribuito e partecipato attivamente”. Secondo l’accusa, infatti, Filippo Paolì avrebbe coadiuvato il vibonese Giuseppe Topia “provvedendo materialmente alla consegna di denaro e ad altre attività materiali funzionali all’associazione”. Sempre la Cassazione ha inoltre rigettato il ricorso di Vincenzo Pugliese, 42 anni, di Sciconi di Briatico – anche lui coinvolto nell’operazione “Meta 2010” – avverso la misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno. Vincenzo Pugliese è stato condannato a 13 anni e nelle scorse settimane ha lasciato il carcere per ragioni di salute ed è stato ammesso in via provvisoria alla detenzione domiciliare per l’espiazione della condanna che è iniziata a decorrere il 10 ottobre del 2011 con fine pena previsto per il 22 ottobre 2023. L’operazione “Meta 2010”, scattata nel novembre 2011, ha portato complessivamente al più grosso sequestro di cocaina (ben 2.200 chili) mai effettuato in Europa negli ultimi 20 anni.   LEGGI ANCHE: Narcotraffico internazionale, lascia il carcere 42enne vibonese

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