Migranti senza nome al cimitero di Bivona, il “Sud che sogna” al fianco di Libera

Il coordinatore provinciale del movimento politico Nicola Arcella annuncia l’adesione all’iniziativa dell’associazione antimafia che ricorderà le vittime dei “viaggi della speranza”

Il coordinatore provinciale del movimento politico Nicola Arcella annuncia l’adesione all’iniziativa dell’associazione antimafia che ricorderà le vittime dei “viaggi della speranza”

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«Il coordinamento provinciale del Sud che Sogna, sarà presente con una sua rappresentanza sabato 5 gennaio all’iniziativa promossa presso il cimitero di Bivona, dal coordinamento di Libera di Vibo Valentia per ricordare i migranti in esso sepolti». Il Sud che Sogna, spiega in una nota il coordinatore provinciale Nicola Arcella, «condivide il momento di riflessione promosso da Libera per “comprendere il senso delle cose” che diamo per scontate ed attribuire loro il giusto valore che esse racchiudono. Con questa cerimonia, si vogliono ricordare i tanti esseri umani, uomini e donne annegati in quel mare che avevano visto come ultima meta da superare per raggiungere la terra promessa, quella che appariva ai loro occhi all’orizzonte e che non hanno mai potuto calpestare. Uomini e donne senza nome, senza identità – ricorda il Sud che Sogna -, sconosciuti ed anonimi che si trovano racchiusi nella fredda pietra tombale, perché altri uomini mossi dalla umana pietas, hanno voluto riconoscere loro una degna sepoltura». Quindi viene richiamata, con «deferente rispetto», la tragedia che «si consuma quotidianamente nell’indifferenza comune e che miete migliaia di vittime innocenti. Lo scorso 7 luglio, avevamo partecipato alla manifestazione tenutasi a Vibo città, indossando una maglietta rossa che avrebbe dovuto simbolicamente mettere fine all’emorragia di umanità. Il nostro paese, contravvenendo ai suoi alti principi solidaristici, sta conoscendo una stagione aberrante di odio razziale, di xenofobia, di paura del diverso, alimentate da una politica dell’odio portata avanti dal Governo. Lo scopo di questa iniziativa è invece quello di richiamare all’esercizio della solidarietà, della condivisione, della fratellanza l’opinione pubblica distratta e fuorviata da proclami che sembrano aver smarrito i sentimenti di umanità. Il controverso tema dei migranti, con tutte le sue contraddizioni, i disagi, le problematiche, ci pone dinanzi ad una tragedia di enormi dimensioni che il nostro paese, fatica a governare e contenere, alimentando quelle paure che sono implicite nell’uomo che si sente ingiustamente minacciato nei suoi privilegi da altri esseri umani più poveri e sfortunati». L’Italia, ragiona Arcella, «ha dimenticato in fretta che nel secolo appena trascorso, migliaia di nostri connazionali, sono stati a loro volta immigrati e forestieri in terre che poi li hanno accolti ed integrati facendoli diventare a tutti gli effetti cittadini attivi. E’ necessario riscoprire il senso di appartenenza alla razza umana, abitanti tutti dello stesso pianeta, tutti uguali e tutti aventi le stesse prospettive al di là della provenienza geografica perché tutti figli del mondo». Il Sud che Sogna, quindi, «ci sarà per testimoniare con forza l’avversione a politiche di intolleranza e di respingimento. Ci sarà per  un rispettoso ricordo ai fratelli e sorelle che annegando hanno visto spegnersi il loro sogno di riscatto. Ci sarà perché vorremmo con la nostra presenza, aiutare a buttare giù, il muro dell’intolleranza, dell’indifferenza costruendo al suo posto un ponte di pace, di fratellanza, di umanità e di solidarietà che sappia superare le differenze etniche, razziali, sessuali, politiche, religiose e di stato sociale accomunando tutti dall’essere uomini e donne dello stesso mondo». 

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