Carattere

Il gip attenua la misura cautelare per quello che viene indicato dagli inquirenti come il braccio operativo del boss Leone Soriano

Cronaca

Lascia il carcere per gli arresti domiciliari fuori regione Giacomo Cichello, 32 anni, di Filandari, imputato nell’operazione “Nemea”. Il gup distrettuale di Catanzaro ha infatti accolto un’istanza degli avvocati Daniele Garisto e Nicola Cantafora finalizzata ad ottenere una gradazione del provvedimento cautelare. Cichello si trovava detenuto in carcere dal febbraio dello scorso anno con l’accusa di essere il "braccio operativo" del boss Leone Soriano. In particolare, la Dda di Catanzaro - sulla scorta delle indagini dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Vibo - contesta a Cichello il reato di associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico (cocaina, eroina, marijuana e hashish), con l’aggravante di essere armata e superiore a dieci persone, e poi di aver concorso nell’esplosione di colpi di pistola contro il distributore di carburanti a Filandari dell’avvocato Romano Pasqua. Reati legati alla detenzione di armi e droga, invece, le contestazioni - aggravate dalle finalità mafiose - per Giacomo Cichello, Graziella Silipigni, la figlia Caterina Soriano, Luca Ciconte (fidanzato di Caterina Soriano) e Giuseppe Soriano. Infine, a carico di Giacomo Cichello e Leone Soriano anche l’accusa di aver incendiato il 5 ottobre 2017 una casa popolare a Filandari, già assegnata ad altra persona. Leone Soriano e Giacomo Cichello avrebbero voluto acquisirla per utilizzarla quale dimora del sodalizio. Giacomo Cichello è figlio di Francesco Cichello, che si è dimesso dalla carica di consigliere comunale di Filandari a seguito dell’approfondimento da parte de Il Vibonese.it in merito alle parentele di due indagati dell’operazione “Nemea” con altrettanti esponenti del consiglio comunale.    LEGGI ANCHE: ‘Ndrangheta: in “Nemea” indagati pure congiunti di consiglieri comunali di Filandari

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