‘Ndrangheta: operazione “Nemea” contro il clan Soriano, respinte le ricusazioni del giudice

La Corte d’Appello di Catanzaro dichiara inammissibili le istanze dei difensori degli imputati. Si va avanti nel procedimento contro la consorteria di Filandari

La Corte d’Appello di Catanzaro dichiara inammissibili le istanze dei difensori degli imputati. Si va avanti nel procedimento contro la consorteria di Filandari

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Si va avanti con l’udienza preliminare del procedimento nato dall’operazione antimafia “Nemea” contro il clan Soriano. La prima sezione penale della Corte d’Appello di Catanzaro, presieduta dal giudice Giancarlo Bianchi, ha infatti dichiarato inammissibili due istanze di ricusazione del gup distrettuale di Catanzaro, Claudio Paris, presentate dai difensori degli imputati il 18 gennaio scorso. In ordine alla prima istanza – presentata dai difensori degli imputati Leone Soriano, Giuseppe Soriano, Luca Ciconte, Caterina Soriano e Domenico Soriano (gli avvocati Diego Brancia, Giuseppe Di Renzo, Francesco Schimio, Daniela Garisto e Gianni Russano), la Corte d’Appello rileva che l’istanza va dichiarata inammissibile poiché non contiene l’indicazione dei motivi ma la semplice esposizione di alcune mozioni difensive che risultano peraltro decise dal giudice nell’esercizio dei poteri di disciplina dell’udienza. In particolare, i difensori sostenevano che il gup Paris a fronte di una richiesta difensiva di termini a difesa e di altre mozioni attinenti alla nullità della richiesta di rinvio a giudizio, nonché all’inutilizzabilità degli esiti intercettivi, aveva affermato che “dopo aver deciso in ordine alle questioni poste dalla difesa, avrebbe dato la parola alle difese per discutere l’udienza preliminare o per formalizzare la richiesta di abbreviato”. La seconda istanza di ricusazione respinta era stata invece presentata dall’avvocato Diego Brancia nell’interesse di Leone Soriano e Giuseppe Soriano dopo il rigetto da parte del gup della richiesta difensiva di nomina di un perito perché stabilisse se l’imputato Leone Soriano godesse della capacità processuale e di quella di intendere e volere. Lunedì, pertanto, l’udienza preliminare dinanzi al gup distrettuale, Claudio Paris, proseguirà per esaminare la richiesta di rinvio a giudizio formulata dal pm Annamaria Frustaci. Oltre quaranta i capi di imputazione contenuti nella richiesta di rinvio a giudizio avanzata per 17 imputati. Le persone offese sono invece quattordici. In particolare, il pm antimafia Annamaria Frustaci ha avanzato richesta di rinvio a giudizio per: Leone Soriano, 53 anni, di Pizzinni di Filandari; Emanuele Mancuso, 31 anni, di Nicotera, collaboratore di giustizia dal giugno scorso, figlio del boss di Limbadi Pantaleone Mancuso, alias “l’Ingegnere”; Graziella Silipigni, 48 anni, di Pizzinni di Filandari, moglie del defunto Roberto Soriano (lupara bianca), fratello di Leone; Giuseppe Soriano, 28 anni, di Pizzinni di Filandari (figlio della Silipigni); Giacomo Cichello, 32 anni, di Filandari; Francesco Parrotta, 36 anni, di Filandari, ma residente a Ionadi; Caterina Soriano, 29 anni, di Pizzinni di Filandari (figlia di Graziella Silipigni); Luca Ciconte, 27 anni, di Sorianello, di fatto domiciliato a Pizzinni di Filandari (marito di Caterina Soriano); Massimo Vita, 35 anni, di Vena Superiore; Mirco Furchì, 26 anni, di Mandaradoni, frazione di Limbadi; Domenico Soriano, 60 anni, di Pizzinni di Filandari (fratello di Leone Soriano); Domenico Nazionale, 33 anni, di Tropea; Rosetta Lopreiato, 50 anni, di Pizzinni di Filandari (moglie di Leone Soriano); Maria Grazia Soriano, 47 anni, di Arzona di Filandari; Giuseppe Guerrera, 24 anni, di Arzona di Filandari; Luciano Marino Artusa, 58 anni, di Arzona di Filandari; Alex Prestanicola, 28 anni, di Filandari. L’inchiesta è stata condotta “sul campo” dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Vibo Valentia. LEGGI ANCHE: L’ INCHIESTA | Le mani dei clan sul calcio nel Vibonese

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