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La decisione assunta dalla congregazione a causa dell’invecchiamento delle religiose e della carenza di nuove vocazioni. Il rammarico di don Sicari

La scuola materna Bambino Gesù
Cronaca

Dopo Mileto le Suore della Carità abbandonano anche San Costantino Calabro. Una notizia che era nell’aria da mesi, e che tuttavia è stata ufficializzata nei giorni scorsi da suor Mary Stephanos, delegata per la Provincia Italia dalla madre generale della congregazione fondata da Santa Giovanna Antida Thouret. Si conclude, così, un’esperienza durata oltre mezzo secolo. Le Suore della Carità, infatti, erano giunte a San Costantino Calabro agli inizi degli anni ’60, grazie a una convenzione stipulata con la parrocchia, all’epoca guidata da don Vincenzo Mannacio, che prevedeva l’affidamento alla congregazione della Scuola materna “Bambino Gesù” e del terreno circostante. Da allora, tanti i frutti elargiti a favore della comunità, soprattutto giovanile, dalle suore. Alla base della sofferta decisione del Consiglio generale dell’ente di cessare la presenza della comunità religiosa sul territorio, l’invecchiamento e la salute precaria delle suore presenti a San Costantino e la seria difficoltà nel reperire altre religiose per la sostituzione, a causa del calo di vocazioni. Sino a un mese fa erano 4 le suore presenti all’interno della Scuola materna “Bambino Gesù”. Poi, la morte di una di loro ha ulteriormente aggravato la situazione. La comunità di San Costantino si stringerà per l’ultima volta intorno alle Suore della Carità nel corso della celebrazione eucaristica prevista domenica 24 febbraio nella chiesa matrice, presieduta dal vicario episcopale per la vita consacrata don Francesco La Ruffa, alla presenza del sindaco Nicola Derito. I saluti finali da parte della comunità saranno espressi dal parroco don Francesco Sicari, il quale già ora si dice amareggiato per la perdita di un frammento di storia cittadina. Di suore che, «pur non più pastoralmente attive a causa di malattie e dell’avanzare dell’età», rappresentavano anche ultimamente «un segno della presenza del Divino per chiunque si trovava a passare davanti alla loro casa». Il rischio, per il sacerdote, è che con la partenza delle Sorelle della Carità l’intera comunità di San Costantino «si impoverisca e si appiattisca su quei valori umani, superficiali e liquidi che spesso fungono da riferimento attuale per molte persone».  

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