Violazione della sorveglianza, Cassazione conferma pena per 31enne di Acquaro

Il ricorso è stato ritenuto inammissibile dalla Suprema Corte che ha sottolineato le condotte dell’imputato

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La settima sezione penale della Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di Rocco Zappone, 31 anni, di Acquaro, condannato in Appello a Catanzaro (come in primo grado in Tribunale a Vibo Valentia) ad un anno e due mesi per aver violato nel 2012 la misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel Comune di residenza alla quale era sottoposto, accompagnandosi a persona che aveva riportato condanne penali. Per la Suprema Corte, i giudici di merito hanno ben evidenziato che la costante frequentazione con tale soggetto con precedenti penali “doveva valutarsi anche alla luce dell’episodio in cui essi erano stati sorpresi in zona isolata lungo la strada provinciale a bordo di veicolo nel quale era stata rinvenuta sostanza stupefacente”. In ordine al mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche e all’entità della pena inflitta, la motivazione dei giudici di appello, ad avviso della Cassazione “dà conto della valutazione compiuta, adeguata e coerente, essendosi evidenziato che i precedenti penali gravanti su Zappone e le modalità del fatto (ossia le frequentazioni di pregiudicati appena un mese dopo che egli era stato nuovamente sottoposto agli obblighi derivanti dalla misura di prevenzione) costituiscono elementi ostativi per l’applicazione delle attenuanti. Da qui l’nammissibilità del ricorso. 

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