Ingiusta detenzione, accolto il ricorso di Pantaleone Pelaia

Si tratta di un soggetto di spicco nell’ambito dello smercio di cocaina, ritenuto vicino al clan Mancuso. La Cassazione ordina un nuovo esame alla Corte d’Appello e accoglie il ricorso dei difensori

Si tratta di un soggetto di spicco nell’ambito dello smercio di cocaina, ritenuto vicino al clan Mancuso. La Cassazione ordina un nuovo esame alla Corte d’Appello e accoglie il ricorso dei difensori

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E’ stato accolto dalla quarta sezione penale della Cassazione il ricorso di Pantaleone Pelaia, 56 anni, di Limbadi, avverso l’ordinanza con la quale la Corte d’Appello di Reggio Calabria aveva dichiarato inammissibile la domanda di riparazione per ingiusta detenzione. Per la Cassazione, in accoglimento di un ricorso degli avvocati Francesco Capria e Mario Santambrogio, il diritto alla riparazione è configurabile anche ove l’ingiusta detenzione patita derivi da vicende successive alla condanna, connesse all’esecuzione della pena, purchè sussista un errore dell’autorità procedente e non ricorra un comportamento doloso o gravemente colposo dell’interessato che sia stato concausa dell’errore. Nel caso di specie, la Corte di merito non ha affrontato la questione, posta dal ricorrente, in ordine al fatto che l’errore dell’autorità giudiziaria nel determinare l’aumento per la continuazione si sarebbe concretizzato in una pena stabilita in misura addirittura superiore rispetto a quella precedentemente applicata e, dunque, in una violazione di quanto dispone il codice di procedura penale. Da qui l’annullamento per un nuovo esame da parte della Corte d’Appello di Reggio Calabria. Pantaleone Pelaia è ritornato in libertà nel settembre scorso su decisione del magistrato di sorveglianza di Catanzaro, accogliendo un’istanza degli avvocati Guido Contestabile e Francesco Schimio che l’hanno assistito per tale altro procedimento. Pantaleone Pelaia è stato condannato alla pena definitiva di 10 anni e 8 mesi di reclusione per i reati di associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico nell’ambito dell’operazione “Decollo”. Pelaia viene ritenuto strettamente collegato al clan Mancuso e con riferimento all’operazione “Decollo” (nella quale è rimasto coinvolto anche Giuseppe Mancuso, alias “Pino Bandera”, fratello di Pantaleone Mancuso, detto “Scarpuni”) era stato tratto in arresto dai carabinieri della Compagnia di Tropea il 22 aprile 2005 dopo un periodo di latitanza di 14 mesi.      LEGGI ANCHE: Decollo Ter | Estorsione alla Lidl Italia, Franco Ventrici ritenuto colpevole pure in Cassazione

 

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