Educazione alla legalità, carabinieri in cattedra alla “Don Bosco” di Vibo – Video

Una due giorni tesa a sensibilizzare gli alunni sul rispetto delle regole e sul fenomeno del bullismo. Entusiasmo per la dimostrazione dello Squadrone cacciatori

Una due giorni tesa a sensibilizzare gli alunni sul rispetto delle regole e sul fenomeno del bullismo. Entusiasmo per la dimostrazione dello Squadrone cacciatori

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L'iniziativa alla "Don Bosco" di Vibo
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I carabinieri ci salvano”, “ci proteggono” e “fanno rispettare la legge”. Parole semplici quelle pronunciate dagli alunni delle quarte e quinte classi della scuola primaria “Don Bosco” di Vibo Valentia protagonisti di una lezione sulla legalità che si è svolta nell’aula magna della scuola per l’occasione tappezzata da slogan e disegni a tema. In cattedra sono saliti i carabinieri di Vibo Valentia che hanno risposto alle domande e alle curiosità dei ragazzi. «E’ un progetto – ha spiegato il tenente Luca Domizi, comandante del Nucleo operativo e radiomobile di Vibo Valentia – teso a sensibilizzare i ragazzi al rispetto delle regole, con particolare riferimento al fenomeno del bullismo, che colpisce fasce di età sempre più giovani, partendo già dalla scuola elementare». Al termine dell’incontro, promosso dalla dirigente scolastica Mimma Cacciatore, i ragazzi  sono scesi nel cortile dell’istituto, per assistere alle suggestive dimostrazioni pratiche del lavoro che svolgono i carabinieri. In campo lo Squadrone cacciatori che, in collaborazione con i reparti dei cinofili e degli artificieri, ha simulato alcuni degli eventi che a volte capita di dover affrontare. Al termine delle attività sono stati distribuiti degli attestati di “Amico speciale dei Carabinieri” allo scopo di lasciare un ricordo dell’esperienza ai numerosi bambini. Si è trattato di una “due giorni” in cui si è parlato principalmente di legalità e bullismo. Ad ospitarla, come detto, l’aula magna recentemente ristruttura grazie a fondi Por e tenuta a battesimo proprio in occasione dell’iniziativa con i carabinieri. Ad approfondire gli aspetti psicologici del problema la dottoressa Sara Nocera, coinvolta da un protocollo d’intesa siglato con il Comando generale dell’Arma dei carabinieri. Numerosissime le domande formulate dai giovani partecipanti che hanno reso il dibattito particolarmente frizzante con non pochi spunti di riflessione sia per gli insegnanti che per i carabinieri partecipanti.

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