Esproprio terreni Tangenziale Ovest, illegittimo il silenzio-rifiuto del Comune di Vibo

Il Tar accoglie il ricorso di una proprietaria dei terreni interessati ai lavori della strada di collegamento fra Viale della Pace e la provinciale per Triparni, rimasta un’incompiuta

Il Tar accoglie il ricorso di una proprietaria dei terreni interessati ai lavori della strada di collegamento fra Viale della Pace e la provinciale per Triparni, rimasta un’incompiuta

Informazione pubblicitaria

E’ illegittimo il silenzio-rifiuto del Comune di Vibo che ha negato l’accesso agli atti a Teresa Frezza interessata alle procedure seguite per l’esproprio dei propri terreni in vista della realizzazione della strada di collegamento fra Viale della Pace e la strada provinciale per Triparni, meglio nota come Tangenziale Ovest, una delle grandi opere incompiute di Vibo Valentia. E’ quanto stabilito dal Tar che ha accolto il ricorso di Teresa Frezza, rappresentata dall’avvocato Alessandro Caruso Frezza, e dichiarato il diritto della ricorrente ad accedere a tutti i documenti elencati nell’istanza di accesso depositata il 10 ottobre 2018. I giudici amministrativi hanno quindi ordinato al Comune di Vibo Valentia di esibire tutti gli atti richiesti, nel termine di trenta giorni dalla notifica della sentenza. La ricorrente Teresa Frezza aveva premesso nel ricorso di aver instaurato innanzi al Tribunale civile di Vibo Valentia un giudizio per querela di falso avente ad oggetto una precisa determinazione del Comune di Vibo (la n. 47 del 14 luglio 2011) del Settore n. 8 Pianificazione Territoriale Urbanistica e la successiva nota prot. 37021 del 25 luglio 2011. Il Tar, inoltre, in passato ha già dichiarato con sentenza l’illegittimità della procedura espropriativa fatta dal Comune di Vibo per i lavori della Tangenziale Ovest. Più precisamente, Teresa Frezza ha chiesto al Tribunale civile l’accertamento della falsità dei suddetti provvedimenti nella parte in cui viene dato atto che i terreni di sua proprietà, oggetto della procedura espropriativa sopra indicata, sarebbero sempre rimasti nella sua disponibilità. Allo scopo di comprovare la falsità di tale circostanza di fatto, la ricorrente, con istanza del 10 ottobre 2018, ha invano chiesto al Comune di Vibo Valentia di accedere ad una serie di documenti. Il silenzio-rifiuto del Comune su tale richiesta è stata ora giudicato illegittimo dal Tar che ha anche condannato l’ente al pagamento delle spese legali.