Trattamento disumano in carcere, Cassazione respinge ricorso di Leone Soriano

Confermata solo la violazione della Convenzione europea dei diritti dell’uomo per 80 giorni di detenzione nel carcere di Voghera

Confermata solo la violazione della Convenzione europea dei diritti dell’uomo per 80 giorni di detenzione nel carcere di Voghera

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E’ stato dichiarato inammissibile dalla quinta sezione penale della Cassazione, il ricorso di Leone Soriano avverso l’ordinanza del 13 luglio dello scorso anno con la quale il Tribunale di Sorveglianza di Roma ha respinto l’istanza del 53enne di Pizzinni di Filandari escludendo una violazione per le carcerazioni negli istituti penitenziari di Rossano, Tolmezzo, Catanzaro, Cosenza, Livorno, Vibo Valentia e prendendo atto di una pronuncia di rigetto da parte di altra autorità giudiziaria, anche della richiesta relativa alla casa circondariale di “Napoli Secondigliano”. Il Tribunale di Sorveglianza di Roma ha accertato la violazione dell’art. 3 Cedu (Convenzione europea dei diritti dell’uomo) nei confronti di Leone Soriano per complessivi 80 giorni, relativamente ai periodi di detenzione nel carcere di Voghera. L’articolo e della Cedu è quello che proibisce la tortura e il trattamento o la pena disumana e degradante. Secondo la Suprema Corte, la circostanza che il Tribunale di Sorveglianza, “per un evidente refuso abbia citato, nel corso della motivazione, anche il carcere di Viterbo, non oggetto dell’istanza, è del tutto irrilevante e non intacca la tenuta dell’apparato argomentativo posto a base della decisione. Il Tribunale non ha omesso poi di motivare sulla richiesta di indennizzo per il periodo di detenzione nel carcere di Secondigliano, ma ha preso atto della decisione di rigetto già assunta da altro ufficio”. Da qui l’inammissibilità del ricorso di Leone Soriano.                     LEGGI ANCHE: ‘Ndrangheta: il pm rinnova in aula la richiesta di rinvio a giudizio per il clan Soriano

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