“Lande desolate”, revocato l’obbligo di dimora per il presidente Oliverio

La Corte di Cassazione annulla senza rinvio il provvedimento che "confinava" il governatore della Calabria nel suo comune di residenza. La soddisfazione degli avvocati

La Corte di Cassazione annulla senza rinvio il provvedimento che "confinava" il governatore della Calabria nel suo comune di residenza. La soddisfazione degli avvocati

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Mario Oliverio
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Il presidente della Regione Calabria Mario Oliverio è di nuovo un uomo libero. Così deciso dalla Corte di Cassazione che ha accolto la richiesta dei legali annullando senza rinvio il provvedimento cautelare dell’obbligo di dimora a carico del governatore. «Sono davvero soddisfatto per un lavoro che era iniziato sin dal Riesame e che ha trovato un accoglimento totale delle tesi in Cassazione». È quanto affermato da uno degli avvocati del presidente Oliverio, Vincenzo Belvedere. «La soddisfazione è ancor più grande se si considera che lo stesso Procuratore generale della suprema Corte di Cassazione ha chiesto l’accoglimento del ricorso, definendo l’ordinanza violatrice delle leggi in materia cautelare sotto ogni aspetto». Ieri mattina la discussione in Corte di Cassazione durata più di un’ora. Gli avvocati del governatore Vincenzo Belvedere e Armando Veneto avevano chiesto la revoca o l’annullamento del provvedimento che obbligava il governatore a non lasciare il suo comune di residenza, San Giovanni in Fiore, nel Cosentino. La misura restrittiva era stata emessa emessa dal gip distrettuale di Catanzaro a seguito delle risultanze dell’inchiesta denominata “Lande desolate” scattata lo scorso 17 dicembre e coordinata dalla Procura del capoluogo di Regione guidata da Nicola Gratteri su presunte irregolarità nella gestione degli appalti relativi alla costruzione dell’aviosuperficie di Scalea (Cs), agli impianti di risalita di Lorica ed a piazza Bilotti a Cosenza. Le accuse ipotizzate per il presidente Oliverio abuso d’ufficio e corruzione.

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