Provincia Vibo: ancora un teste in aula nel processo per i fondi ai gruppi consiliari

Peculato e falso ideologico i reati contestati a sette imputati fra i quali l'ex presidente De Nisi. Ha deposto un componente del collegio dei revisori dei conti

Peculato e falso ideologico i reati contestati a sette imputati fra i quali l'ex presidente De Nisi. Ha deposto un componente del collegio dei revisori dei conti

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E’ proseguito stamane dinanzi al Tribunale collegiale di Vibo Valentia, presieduto dal giudice Giulio De Gregorio, il processo nei confronti di sette imputati rimasti coinvolti nell’inchiesta sui presunti fondi illegittimi ai gruppi consiliari della Provincia. In particolare, ad essere ascoltato oggi in aula ed a rispondere alle domande del pm e poi degli avvocati è stato il teste Salvatore Rizzo all’epoca componente del Collegio dei revisori dei conti della Provincia unitamente a Franco Tigani e Pasquale Contartese, già ascoltati a settembre. Il teste, rispondendo alle domande dell’avvocato Gaetano Scalamogna sulla correttezza dei fondi assegnati ai gruppi consiliari, ha affermato di non essersi occupato dei controlli che sono al centro del capo di imputazione. Il Tribunale, dopo l’escussione del testimone citato dal pubblico ministero, ha così rinviato il processo al 21 maggio prossimo per sentire l’ultimo teste della pubblica accusa, Lopreiato. 

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Gli imputati sono: Francesco De Nisi, ex presidente della Provincia di Vibo Valentia (in foto a destra); Giuseppe Condello, ex consigliere provinciale ed attuale sindaco di San Nicola da Crissa; Giuseppe Barilaro, ex presidente del Consiglio provinciale di Vibo ed attuale sindaco di Acquaro; Giuseppe Raffele, ex consigliere provinciale, già consigliere comunale a Serra San Bruno, nonché candidato alla presidenza della Provincia nel settembre del 2014 in quota Udc e non eletto; Antonio Vinci, ex dirigente della Provincia di Vibo (in foto in basso); Armanda De Sossi, ex dirigente della Provincia di Vibo; Carlo Brosio, ex consigliere provinciale. Peculato e falso ideologico i reati contestati dalla Procura che aveva avanzato una richiesta di rinvio a giudizio già dal luglio del 2015. Nei confronti di Raffele, Barilaro, Condello, Brosio e Vinci, la pubblica accusa contesta pure il reato di falso ideologico per aver “falsamente attestato”, secondo l’accusa, la quantificazione nel 2010 di fondi assegnati ai gruppi consiliari per 73 mila euro. Somma di cui tutti gli imputati (e da qui l’accusa di peculato) avrebbero agevolato l’appropriazione da parte degli effettivi beneficiari dei fondi. Impegnati nel collegio di difesa gli avvocati Domenico Colaci, Rosa Condello, Gaetano Scalamogna, Antonio Porcelli, Giuseppe Di Renzo, Antonio Barilaro e Pino Altieri. La Provincia di Vibo in tale processo figura quale parte lesa.    LEGGI ANCHE: Peculato alla Field, chiesto il processo per otto imputati

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