Ratto sbuca dal cassonetto e ferisce al volto un operaio, lo sdegno dello Slai Cobas

A Pizzo un addetto alla raccolta dei rifiuti è incorso nello spiacevole episodio che lo ha costretto a ricorrere alle cure dei sanitari. Il sindacato denuncia la mancata vaccinazione

A Pizzo un addetto alla raccolta dei rifiuti è incorso nello spiacevole episodio che lo ha costretto a ricorrere alle cure dei sanitari. Il sindacato denuncia la mancata vaccinazione

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Un operaio addetto alla raccolta dei rifiuti solidi urbani nel comune di Pizzo, per conto dell’azienda Mar Service, è stato aggredito da un ratto, che lo ha graffiato al volto, mentre era impegnato nella rimozione di un cassonetto stradale. L’episodio viene pubblicamente denunciato dal coordinatore provinciale del sindacato Slai Cobas di Vibo Nazzareno Piperno. Il lavoratore, informa Piperno, è stato costretto a ricorrere alle cure dei sanitari dell’ospedale di Vibo, ma ciò che mette in evidenza il sindacalista è la mancata effettuazione dei vaccini obbligatori. «Al di là dell’evento che ci auguriamo non abbia conseguenze sullo stato di salute del lavoratore, rimanendo solo quale brutta esperienza di cui siamo certi avrebbe fatto volentieri a meno, è doveroso rilevare come i lavoratori a tutt’oggi non sono ancora stati sottoposti alle vaccinazioni obbligatorie previste dalla legge proprio al fine di metterli al riparo dalle possibili conseguenze sul piano medico di accadimenti del genere, preservandone la salute. A ciò si aggiunga che la presenza di roditori in pieno giorno per le strade evidenziano senza alcun dubbio l’urgente necessità di procedere ad un’imponente opera di disinfestazione e derattizzazione a tutela della salute pubblica collettiva e per impedire il verificarsi di episodi del genere a danno di qualche passante o di  qualche bambino. Riservandoci ogni azione a tutela del nostro assistito nel malaugurato caso l’evento producesse conseguenze sulla sua salute, si invitano pertanto – conclude Piperno – tutte le istituzioni cui la presente è diretta ad intervenire ciascuno per quanto di sua competenza nel superiore interesse della collettività».

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