Armi a Briatico, padre e figlio dai domiciliari passano in carcere

Sono stati arrestati dai carabinieri al termine di una perquisizione domiciliare. Uno dei due è sotto processo in “Costa Pulita”

Sono stati arrestati dai carabinieri al termine di una perquisizione domiciliare. Uno dei due è sotto processo in “Costa Pulita”

Informazione pubblicitaria
Informazione pubblicitaria

Il gip del Tribunale di Vibo Valentia, Giulio De Gregorio, ha convalidato l’arresto e disposto l’applicazione della misura cautelare in carcere per l’imprenditore Filippo Niglia, 59 anni, e Salvatore Niglia, 31 anni, di Briatico, rispettivamente padre e figlio, già noti alle forze dell’ordine. Entrambi erano stati arrestati la scorsa settimana dai carabinieri della Stazione di Briatico e posti ai domiciliari con l’accusa di detenzione di armi clandestine, munizioni e per ricettazione. Accolta quindi la richiesta di aggravamento della misura cautelare avanzata dal pm della Procura di Vibo. I due Niglia sono stati arrestati in flagranza di reato poiché in un terreno di loro proprietà, ubicato nella frazione San Leo di Briatico, i militari dell’Arma hanno rinvenuto una pistola di marca Beretta calibro 7,65 risultata rubata a Parma nel 2008, oltre 60 cartucce dello stesso calibro e, sotto un albero di limoni, nascosta in una busta di plastica, un’altra pistola marca Beretta calibro 7,65 con matricola punzonata e con 50 cartucce dello stesso calibro e dieci di fucile calibro 12. Le armi sono state trovate grazie all’ausilio delle unità cinofile dello Squadrone Cacciatori e poste sotto sequestro.

Informazione pubblicitaria

L’imprenditore Filippo Niglia, attivo nel settore della navigazione con le isole Eolie, si trova attualmente sotto processo a piede libero nell’ambito dell’operazione “Costa Pulita”. Secondo l’accusa, la “Briatico Eolie” viene ritenuta in mano al clan Accorinti. Agli atti dell’inchiesta e secondo quanto emerso in dibattimento dall’escussione degli investigatori, il 4 maggio del 2011 sono state intercettate delle telefonate fra Antonino Accorinti, ritenuto a  capo dell’omonimo clan di Briatico, e Filippo Niglia per l’appuntamento dal notaio per il cambio di alcune quote societarie della Briatico Eolie. Filippo Niglia ha fatto inoltre parte del Consiglio comunale di Briatico sciolto nel 2003 per infiltrazioni mafiose (amministrazione guidata dal sindaco Costantino Massara). Dell’amministrazione guidata dal sindaco, Costantino Massara, l’imprenditore Filippo Niglia è stato anche assessore al Turismo, allo Sport ed ai Rapporti con il pubblico. Filippo Niglia è inoltre il genero di Italo Greco di Briatico, pluripregiudicato per untriplice omicidio, ucciso a sua volta con un fucile a canne mozze il 10 marzo del 1989 a Briatico. Filippo Niglia è altresì cognato di Nicola Greco, anche lui noto alle forze dell’ordine, ucciso a Briatico il 7 aprile del 1996.    

LEGGI ANCHE: ‘Ndrangheta: “Costa Pulita”, torna libero Antonio Accorinti

‘Ndrangheta: sentenza “Costa Pulita”, confische milionarie fra Briatico e Zambrone

Processo “Costa pulita”, i politici condannati a risarcire enti pubblici e associazioni

‘Ndrangheta, processo “Costa Pulita”: raffica di condanne per gli imputati (VIDEO)

‘Ndrangheta: processo Costa Pulita a Vibo, il potere dei clan a Briatico ed i rapporti con i Mancuso

‘Ndrangheta: processo “Costa pulita”, i clan ed il Comune di Briatico