Serra San Bruno, manifesti critici con il Comune strappati via. Giancotti: «Sindaco censore»

Infuria la polemica tra la Pro loco e l’amministrazione comunale della città della Certosa dopo lo “sfratto” dell’associazione da Palazzo Chimirri 

Infuria la polemica tra la Pro loco e l’amministrazione comunale della città della Certosa dopo lo “sfratto” dell’associazione da Palazzo Chimirri 

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Il Comune di Serra San Bruno
Il Comune di Serra San Bruno

«Considerato il prolungato silenzio in merito alla promessa fatta dallo stesso sindaco circa l’individuazione di una nuova sede dovuta lasciare in fretta e in furia come se fossimo un’associazione abusiva, avevo scritto una lettera aperta al primo cittadino, stampata su manifesti e affissa in luoghi dediti alla pubblica affissione della nostra cittadina. Ma questa mattina ho appreso che i manifestini sono stati tolti da parte dell’amministrazione comunale». È quanto dichiara in una nota Francesco Giancotti, presidente della Pro loco di Serra San Bruno in aperta polemica con il Comune della città della Certosa sullo “sfratto” dell’associazione dalla precedente sede di Palazzo Chimirri. Una querelle che conosce un nuovo capitolo con il caso dei manifesti critici rispetto alla scelta dell’Amministrazione che sono – secondo quanto denuncia la Pro loco – staccati via senza troppi complimenti. «Consapevole anche del fatto che non avevamo fatto opportuna richiesta per attaccare i manifesti – spiega Giancotti – e della possibilità di ricevere sanzioni, ho preferito procedere lo stesso al riguardo, per denunciare la situazione che la nostra associazione sta subendo. Certo, non può passare inosservata l’affissione di numerosi manifesti affissi senza alcun timbro d’autorizzazione, ma si sa, determinati argomenti, quando parlano la lingua della verità, evidentemente sono indigesti ai nostri amministratori talmente indigesti da considerarli abusivi. Ritengo – conclude Giancotti – che cercare di mettere un bavaglio alla democrazia e alla libertà di manifestare il proprio pensiero è un atto che nulla si addice a chi prospetta tali valori come fondamentali nella propria azione amministrativa e politica. Da vero sindaco censore». Di seguito il manifesto fatto affiggere dalla Pro loco

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