La figlia spirituale di Padre Pio in visita a Vibo Valentia

Irene Gaeta, cui molti attribuiscono un carisma simile a quello di Natuzza Evolo, sarà in città il prossimo 3 maggio e farà tappa alla Casa circondariale e nella chiesa di Santa Maria La Nova

Irene Gaeta, cui molti attribuiscono un carisma simile a quello di Natuzza Evolo, sarà in città il prossimo 3 maggio e farà tappa alla Casa circondariale e nella chiesa di Santa Maria La Nova

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Irene Gaeta
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La figlia spirituale di Padre Pio, Irene Gaeta, il prossimo 3 maggio alle 18.30, sarà in missione spirituale a Vibo Valentia, nella chiesa Santa Maria La Nova, con in mente l’opera della “Cittadella di Padre Pio a Drapia, per curare i bambini ed i sofferenti”. Nella mattinata sarà ospite della casa circondariale di Vibo Valentia, dove incontrerà la popolazione detenuta ed i vertici dell’amministrazione penitenziaria regionale. La vita di Irene Gaeta è intrecciata con la figura del Santo di Pietrelcina fin dalla tenera età. Una vita trascorsa interamente al servizio della Chiesa: aiutare i poveri e i bisognosi e fare opere di bene. Era il 18 giugno del 1946. «Andando a dormire – ricorda nella sua testimonianza – vidi nella mia camera da letto un frate, vestito con i paramenti sacri, bianco e oro, che mi benediva con l’ostensorio. La stanza era rischiarata da una luce soprannaturale». “Sono Padre Pio da Pietrelcina”, le disse, dopo che lei stessa glielo aveva domandato per tre volte. Ma l’incontro “fisico” con il frate avvenne molto più tardi. Irene Gaeta capì chi fosse veramente Padre Pio e soprattutto che il frate delle apparizioni fosse ancora vivo e in carne e ossa, quando vide la sua foto su un quotidiano. Era la primavera del 1957. «Pensavo, infatti, che fosse un santo morto», ricorda. Nel dicembre del 1960, finalmente, la prima visita a San Giovanni Rotondo. Padre Pio non era stato avvisato della sua presenza, ma la cercò e la incontrò volutamente in confessionale. Era come se la conoscesse da sempre e le affidò un incarico: doveva far incontrare ad un uomo, sul letto di morte, la figlia che non vedeva da dieci anni. Ci riuscì. Tre ore dopo l’incontro, l’uomo poté morire in pace. Irene Gaeta è in possesso di alcune reliquie donatele direttamente dal Santo di Pietrelcina, che verranno esposte in occasione della visita del 3 maggio, come il crocifisso della sua vestizione e un guanto su cui è ancora presente il sangue del Santo. Irene Gaeta, 82 enne, dal carisma sovrannaturale, che si contraddistingue per la stessa umiltà di Natuzza Evolo, e il suo progetto apostolico è menzionato anche nelle profezie contenute nei tre libri scritti da Padre Pio e in possesso della Chiesa, allo stato inedite. È stata spesso ospite di programmi come “Porta a porta” ed ha avuto autorevoli riconoscimenti da parte della Chiesa, come padre Gerardo Di Flumeri, postulatore nel processo di canonizzazione di Padre Pio, monsignor Clemente Riva, il Nunzio apostolico in Siria monsignor Luigi Accogli, l’arcivescovo Rino Fisichella, monsignor Paolo Schiavon, monsignor Giovanni D’Ercole.

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