Dasà, l’Affruntata dei bambini e quella pietà popolare che scalda i cuori – Video

Si è celebrata oggi la particolare rappresentazione che avvicina i più piccoli alla famosa ‘Ncrinata degli adulti in grado di smuovere centinaia di fedeli  

Si è celebrata oggi la particolare rappresentazione che avvicina i più piccoli alla famosa ‘Ncrinata degli adulti in grado di smuovere centinaia di fedeli  

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L'Affruntata dei bambini a Dasà
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Pasqua, si sa, va a braccetto con suggestivi, emozionanti e passionali eventi di pietà popolare. Si configura in questo scenario la tradizionale affrontata che si svolge in molti siti del Vibonese a conclusione del triduo pasquale. Quello che pochi centri della provincia praticano, che eleva tantissimo il “popolare” ma sintetizza, e di molto, il prefisso “pietà” è la tradizionale “Affrontata dei bambini“. Una riproduzione fedele e per quanto possibile certosina nei gesti e nei modi di quella degli adulti. Una pratica che in alcuni siti (vedi Arena) è già sviluppata da diversi anni, in altri (vedi Dasá e Sant’Angelo di Gerocarne) è stata ripresa o creata da poco. Una manifestazione capace di richiamare molti cittadini che vi assistono. Stop, qui il pragmatico lascia spazio al riflessivo. Vi assistono ma perché? In tanti a sostenere i loro figli, in tanti per la curiosità, in tanti per puro passatempo. Un atto di encomiabile fede convertito, in egual forma ma diverso metodo, in atto solamente conciso, pratico. Ecco perché c’è da partecipare; c’è da partecipare applaudire e incoraggiare questi bambini. L’educazione, la memoria e le tradizioni passano soprattutto da loro. Queste manifestazioni ne sollecitano il passaggio di testimone. Ma c’è, e innanzitutto, da catechizzare, formare e far concepire a questi stessi ragazzi il significato vero di quanto il loro entusiasmo e la loro adrenalina stanno concependo. Solo così quell’inossidabile e struggente fede che è il segreto più profondo, potrà attraversare l’animo dei giovani ragazzi. Dimmi e dimenticherò, mostrami e forse ricorderò, coinvolgimi e comprenderò. Recita così un vecchio adagio. E allora coinvolgiamoli questi ragazzi, facciamogli capire il “come” ma, solo dopo avergli trasmesso in tutte le forme possibili il “perché”. Oggi non ci sarà bisogno di dirgli: “Buona affrontata ragazzi“. La loro incoscienza e il loro giovanile entusiasmo porterà in automatico all’ottima riuscita ma bisognerà applaudire, filmare, complimentarsi e con estrema gentilezza e sensibilità (come si fa con i ragazzi) dirgli: “Bravissimi, che possiate concepire e assaporare a pieno sin da adesso quello che tramite questo gesto avete rappresentato. Che quella pietà popolare che oggi vi ha abbagliato possa in un futuro anche scaldare i vostri cuori“.

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