Nuovo ospedale di Vibo, sequestrata l’area del cantiere delle opere complementari – Video

La Guardia di finanza ha apposto i sigilli alla zona, in prossimità delle mura greche, in cui si stanno realizzando gli sbancamenti per le vie d’accesso al futuro nosocomio. Contestati i reati di abbandono di rifiuti e danneggiamento del patrimonio storico-archeologico

La Guardia di finanza ha apposto i sigilli alla zona, in prossimità delle mura greche, in cui si stanno realizzando gli sbancamenti per le vie d’accesso al futuro nosocomio. Contestati i reati di abbandono di rifiuti e danneggiamento del patrimonio storico-archeologico

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I cartelli apposti dalla Guardia di finanza
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La Guardia di finanza di Vibo Valentia ha posto sotto sequestro il cantiere per la realizzazione delle opere complementari del nuovo ospedale di Vibo Valentia, in via Giustino Fortunato, lungo la ex statale 606 all’ingresso della città di Vibo. L’area di cantiere cui sono stati apposti i sigilli ricade nelle immediate vicinanze di due distributori di benzina e in prossimità del sito archeologico delle Mura greche. La stessa area si trovava già sottoposta a vincolo archeologico fin dal 1977. Tale vincolo è stato poi superato, nel 2018, dalla convenzione sottoscritta tra la Regione Calabria e la Soprintendenza archeologica Belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia, proprio in ragione della necessità di avviare i lavori per la costruzione delle opere complementari indispensabili per garantire l’accesso al nuovo nosocomio.

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In particolare, la Guardia di Finanza ha accertato la presenza di numerosi materiali di risulta, abbandonati su una vasta area. Al termine del controllo, le fiamme gialle hanno, inoltre, constatato che la suddetta area risultava ricompresa in una zona sottoposta a protezione archeologica, ai sensi del D.M. 19/10/1977 del Ministro per i Beni Culturali, in relazione alla quale la società esecutrice, la Regione Calabria e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Reggio Calabria e la Provincia di Vibo Valentia non sono state in grado di esibire le previste autorizzazioni necessarie all’effettuazione di lavori in loco. Per tale motivo, i finanzieri, per evitare che i reati venissero portati ad ulteriori conseguenze, hanno proceduto al sequestro preventivo dell’area del cantiere di circa diecimila metri quadri e dei rifiuti rinvenuti al suo interno. Le indagini proseguiranno per accertare le singole responsabilità in ordine ai reati di abbandono incontrollato di rifiuti e danneggiamento al patrimonio storico-archeologico nazionale e verificare la regolarità dell’appalto di esecuzione delle opere di viabilità complementari, aggiudicato per un importo di oltre cinque milioni di euro.

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