Tribunale di Vibo: il giudice Tiziana Macrì nuovo presidente di Sezione

E’ stata nominata all’unanimità dal Csm. Sue, quale gip di Catanzaro, le ordinanze cautelari sulle più delicate ed importanti inchieste degli ultimi dieci anni

E’ stata nominata all’unanimità dal Csm. Sue, quale gip di Catanzaro, le ordinanze cautelari sulle più delicate ed importanti inchieste degli ultimi dieci anni

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E’ il giudice Tiziana Macrì, 53 anni, il nuovo presidente di Sezione (settore promiscuo) del Tribunale di Vibo Valentia. E’ quanto deliberato all’unanimità dal plenum del Consiglio Superiore della Magistratura dopo aver conferito alla dottoressa Macrì le funzioni semi-direttive giudicanti di primo grado. Proviene dalla sezione gip/gup del Tribunale di Catanzaro. In precedenza, dal 22 maggio del 2000 all’11 ottobre del 2004 è stata giudice della prima sezione penale del Tribunale di Catanzaro, mentre dal 12 ottobre del 2004 ad oggi ha ricoperto l’incarico di gip e di gup. Il posto a Vibo si era reso vacante dal settembre dello scorso anno, quando il plenum del Csm aveva deliberato il trasferimento della dott.ssa Lucia Monaco alla Corte d’Appello di Reggio Calabria con le funzioni di consigliere, dopo aver preso atto della delibera dell’assemblea plenaria con la quale il 18 luglio dello scorso anno lo stesso Csm aveva disposto il trasferimento d’ufficio della presidente della sezione penale del Tribunale di Vibo Valentia, ai sensi dell’art. 2 regio decreto n. 511 del 31 maggio 1946, ovvero per incompatibilità con ogni funzione giudiziaria nel circondario vibonese.

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Esaminato approfonditamente il fascicolo personale dell’aspirante Tiziana Macrì e la complessiva documentazione depositata, la dott.ssa Macrì è risultata idonea, per requisiti di merito e attitudinali, al conferimento dell’ufficio messo a concorso. In particolare, all’interno del settore penale, la candidata Tiziana Macrì ha svolto molteplici funzioni, sia monocratiche sia collegiali, tanto quale gip/gup, giudice del dibattimento, componente della Corte d’Assise, del Tribunale del riesame e del Collegio delle misure di prevenzione. In tutti i settori ha raggiunto per il Csm risultati di tutto rispetto, come ribadito anche dal Consiglio giudiziario che ha espresso “giudizio positivo relativamente ai singoli parametri della laboriosità, della diligenza, dell’impegno, dell’imparzialità, dell’equilibrio, della puntualità e della preparazione”. Il giudice Tiziana Macrì ha trattato e definito numerosi e delicati processi di criminalità organizzata e il Csm ha sottolineato “che non risultano esservi procedimenti penali nei quali si sia verificata la scadenza dei termini custodiali”. Ribadita anche la “spiccata cultura ordinamentale” del giudice Macrì e la sua “peculiare propensione alla risoluzione delle problematiche organizzative degli uffici giudiziari, settori nei quali ha sviluppato amplissime competenze”. Il giudice, Tiziana Macrì, nelle funzioni di gip ha trattato da giudice terzo le inchieste più scottanti della Procura di Catanzaro: dal caso Why Not (sua l’archiviazione nel 2009 per l’allora premier Romano Prodi ed il ministro della giustizia, Clemente Mastella finiti nell’inchiesta del pm Luigi De Magistris) sino all’ordinanza dell’inchiesta “Decollo money” sui miliardi del broker della cocaina, Vincenzo Barbieri (ucciso a San Calogero nel marzo 2011), finiti nella banca di San Marino. Portano la sua firma, poi, tutte le principali ordinanze degli ultimi dieci anni sui clan del Crotonese, del Cosentino e del Vibonese. Un patrimonio conoscitivo enorme sul fenomeno mafioso calabrese e sui più delicati casi di corruzione e di omicidio consumati nel circondario di competenza della Corte d’Appello di Catanzaro. Patrimonio associato ad una solida preparazione giuridica che l’ha portata ora al nuovo incarico di presidente di Sezione del Tribunale di Vibo Valentia.

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