Omicidio Piperno a Nicotera, il Riesame rigetta un arresto

Resta indagata a piede libero Sonia Perfidio. Il processo in abbreviato per Francesco ed Ezio Perfidio inizierà il 28 maggio 

Resta indagata a piede libero Sonia Perfidio. Il processo in abbreviato per Francesco ed Ezio Perfidio inizierà il 28 maggio 

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Il Tribunale del Riesame di Catanzaro, presieduto dal giudice Giuseppe Valea, ha rigettato l’appello proposto dalla Procura per Sonia Perfidio, 35 anni, di Nicotera, nei cui confronti l’arresto era stato negato dal gip. La ragazza è indagata per concorso in distruzione e soppressione del cadavere di Stefano Piperno, ed in particolare di aver concorso a dare fuoco a Stefano Piperno ed alla sua auto dopo averlo ucciso. Allo stato in ogni caso il processo si aprirà il 28 maggio prossimo in abbreviato solo per Francesco ed Ezio Perfidio, padre e figlio di 59 e 35 anni, di Preitoni di Nicotera. Sono entrambi difesi dall’avvocato Francesco Sabatino. 

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Il gip in tale procedimento ha disposto lo stralcio della posizione di Francesco Perfidio riguardo al reato di omicidio, disponendo il processo per l’ipotesi di distruzione di cadavere e per una ipotesi di spaccio di stupefacenti. Le persone offese sono rappresentate invece dagli avvocati Nicodemo Gentile e Antonio Cozza. Secondo l’accusa, sarebbe stato Ezio Perfidio a sparare al coetaneo Stefano Piperno alcuni colpi di fucile. Il padre Francesco sarebbe stato invece presente al momento dell’omicidio ed avrebbe rafforzato il proposito delittuoso, cagionando così la morte della vittima designata. A queste conclusioni è giunta la Procura di Vibo Valentia sulla scorta di un’indagine dei carabinieri del Nucleo operativo di Tropea (guidati all’epoca dal maggiore Dario Solito), del Nucleo investigativo di Vibo Valentia (guidati dal maggiore Valerio Palmieri), del Ris di Messina e della sezione “Crimini violenti” del Ros (diretti dal colonnello Paolo Vincenzone), che ritengono l’omicidio aggravato dai futili motivi. Il movente del delitto sarebbe invece da ricercare nelle pressanti richieste della vittima, finalizzate ad ottenere dello stupefacente del tipo cocaina, pur avendo maturato debiti pregressi con gli aggressori.