Lido Beach for Fun a Vibo Marina, la Cassazione conferma il sequestro

Concessione scaduta, occupazione abusiva di area demaniale marittima e abuso edilizio non sanabile. Respinto il ricorso della De Jager. In sede penale indagato il marito Mino De Pinto 

Concessione scaduta, occupazione abusiva di area demaniale marittima e abuso edilizio non sanabile. Respinto il ricorso della De Jager. In sede penale indagato il marito Mino De Pinto 

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E’ stato respinto e dichiarato inammissibile dalla terza sezione penale della Cassazione, il ricorso presentato da Samanta De Jager, 44 anni, legale rappresentante della “Sam sas di Samantha De rdger & c.”. Resta quindi confermato il sequestro dell’area demaniale dello stabilimento balneare Beach for Fun di Vibo Marina  finita sotto sequestro nell’agosto dello scorso anno per via di un decreto del gip del Tribunale di Vibo, Graziamaria Monaco, in quanto scaduta da oltre due anni la concessione demaniale. Il Tribunale della libertà di Vibo Valentia, quindi, il 20 settembre dello scorso anno, pronunciandosi in sede di Riesame, ha confermato il sequestro dell’area demaniale di 1.331,15 metri quadri. Decisione ora definitivamente confermata pure dalla Suprema Corte che non ha ravvisato nella decisione del Riesame alcuna violazione di legge tale da inficiare la legittimità del provvedimento di sequestro. 

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Il sequestro trae origine dagli accertamenti svolti dal personale della Capitaneria di Porto di Vibo Marina che, in diverse occasioni (6 e 7 luglio 2018 e 7 agosto 2018), ha “riscontrato – scrive la Cassazione – la persistente utilizzazione della struttura balneare gestita dalla Sam – in virtù della concessione demaniale n. 14 del 22 novembre 2012 rilasciata in sanatoria, con scadenza il 31 dicembre 2015 – nonché la presenza di lavori in corso di esecuzione, commissionati da Cosimo De Pinto il quale, all’atto dei controlli, dichiarava di essere il marito di Samantha De Jager e di essere il detentore e il custode della struttura poiché la moglie risiedeva in provincia di Treviso”. Con sentenza del 19 novembre 2014 è quindi intervenuta la dichiarazione di fallimento della società Sam e del suo socio accomandatario Samantha De Jager. A seguito di ciò, il curatore fallimentare ha dichiarato di rinunciare alla liquidazione della struttura balneare e al rinnovo della concessione demaniale, non avendovi interesse in ragione della presenza di un abuso edilizio non sanabile per mancanza del rilascio dell’autorizzazione paesaggistica da parte della Soprintendenza per i beni architettonici, che “ha reso inefficace il permesso di costruire n. 581/06”. Samantha De Jager aveva poi avanzato richiesta di rinnovo della concessione demaniale alla Capitaneria di Porto la quale, in conformità al parere richiesto all’Avvocatura distrettuale di Catanzaro, aveva rigettato la richiesta per difetto di legittimazione della richiedente sul presupposto che, a seguito della dichiarazione di fallimento della società e del socio accomandatario, l’unico soggetto legittimato ad agire in nome dell’ente era il curatore fallimentare. Stando così le cose, per la Suprema Corte la decisione del Tribunale del Riesame “appare giuridicamente corretta” e la ricorrente Samantha De Jagger è stata così condannata anche al pagamento delle spese processuali e della somma di duemila euro in favore della cassa delle ammende. Da ricordare, inoltre, che nei giorni scorsi il Tar ha confermato l’ingiunzione di sgombero per il “Beach for Fun” emessa il 22 ottobre scorso dalla Capitaneria di Porto. Per il reato di occupazione abusiva di suolo demaniale è infine indagato in sede penale Mino De Pinto (custode del lido e marito di Samantha De Jager), candidato a consigliere comunale di Vibo Valentia alle prossime elezioni amministrative con la lista “Legati al territorio” a sostegno del candidato a sindaco Stefano Luciano. 

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