Agguato contro Signoretta, ritrovata l’auto usata dai sicari

Non lontano dal cimitero di Ionadi, la vettura è stata bruciata con all’interno diverse armi ora all'esame della polizia

Non lontano dal cimitero di Ionadi, la vettura è stata bruciata con all’interno diverse armi ora all'esame della polizia

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Ritrovata bruciata dalla polizia l’auto utilizzata dai killer per portarsi domenica sera a Nao di Ionadi ed aprire il fuoco all’indirizzo di Domenic Signoretta che si trovava agli arresti domiciliari. Dentro l’auto, i poliziotti della Squadra Volante della Questura di Vibo hanno rinvenuto alcune armi che presumibilmente sono state usate per tendere l’agguato a Signoretta. Un fatto di sangue sul quale proseguono a ritmo serrato le indagini – coordinate dalla Dda di Catanzaro – che non lasciano nulla al caso per risalire ad autori e mandanti di una spedizione di morte non andata a buon fine. L’intenzione, però, era quella di eliminare Domenic Signoretta, ritenuto uomo di fiducia del boss Pantaleone Mancuso, alias “l’Ingegnere”, irreperibile dal giugno scorso quando il figlio Emanuele ha iniziato a collaborare con la giustizia. Armi ed auto sono state sequestrate e sulle stesse verranno eseguiti appositi esami di carattere scientifico utili per le indagini. La sparatoria alza il livello di attenzione in una provincia che teme il fatto di sangue possa innescare una nuova guerra di mafia. 

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