Usura ed estorsione: chiesta a Vibo la prescrizione per 9 imputati

L’operazione “Caorsa” risale all’ottobre del 2008. Fra gli imputati esponenti di spicco delle “famiglie” Mancuso di Limbadi e La Rosa di Tropea

L’operazione “Caorsa” risale all’ottobre del 2008. Fra gli imputati esponenti di spicco delle “famiglie” Mancuso di Limbadi e La Rosa di Tropea

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Prescrizione per tutti gli imputati. Questa la richiesta del pm della Procura di Vibo Valentia, Corrado Caputo, nel processo nato dall’operazione “Caorsa” risalente al 24 ottobre del 2008 con il coordinamento della Dda di Catanzaro. Cadute le aggravanti mafiose nelle contestazioni dei reati di usura ed estorsione, gli atti dell’inchiesta sono passati per competenza territoriale e funzionale alla Procura di Vibo che ha poi esercitato l’azione penale.

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Gli imputati sotto processo e nei cui confronti il pm Corrado Caputo ha chiesto ai giudici del Tribunale collegiale una sentenza di non luogo a procedere per intervenuta prescrizione dei reati sono: Roberto Cuturello, 51 anni, di Limbadi (avvocati Giovanni Vecchio e Guido Contestabile); Mariano Fiamingo, 45, di Zungri (avvocati Gustavo Panzini e Francesco Sabatino); Antonio La Rosa, 56 anni, ritenuto il boss dell’omonimo clan di Tropea (avvocati Giovanni Vecchio e Bruno Vallelunga); Domenico Mancuso, 40 anni, di Limbadi, figlio del boss Francesco Mancuso, alias “Tabacco” (avvocati Antonio Porcelli e Giuseppe Di Renzo); Francesco Trapasso, 50 anni, di Gimigliano (avvocati Nicola Cantafora e Saverio Loiero); Giuseppe Zaccaro, 39 anni, di Tropea (avvocato Giuseppe Di Renzo); Giuseppe Zinnà, 55 anni, di San Calogero (avvocato Francesco Muzzopappa); Gaetano Muscia, 55 anni, di Tropea (avvocati Mario Bagnato e Giuseppe Di Renzo); Vittorio Gentile, 44 anni, di Catanzaro (avvocati Nicola Cantafora e Alessandro Guerriero). Secondo l’accusa, l’imprenditore di Catanzaro Antonio Strano sarebbe stato costretto a corrispondere interessi ad un tasso del 200% annuo (15- 20% mensile), in un arco temporale che va dal 2001 al 2006, facendo lievitare un iniziale prestito di 51mila euro ad oltre 510mila euro. In precedenza, già nel 2012 l’intera attività dibattimentale era stata azzerata per ripartire ex novo dopo il mancato consenso da parte degli avvocati a far salva l’istruttoria a seguito dell’ennesimo cambio del Collegio giudicante dovuto al trasferimento degli originari giudici. Di certo il processo “Caorsa” – vista la richiesta di prescrizione – rappresenta uno di quei dibattimenti che mette a nudo tutte le difficoltà in cui per anni ha navigato, e continua a navigare, il “pianeta giustizia” a Vibo Valentia, fra carenze di magistrati e processi che girano a vuoto sino al raggiungimento del solito “non luogo a procedere per intervenuta prescrizione”. Prossima udienza il 7 giugno per le arringhe dei difensori.  In foto dall’alto in basso: Roberto Cuturello, Mariano Fiamingo, Antonio La Rosa, Domenico Mancuso e Gaetano Muscia      LEGGI ANCHE: Resistenza ad un carabiniere, un arresto nel Vibonese

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