Usura ed estorsione, assolto il boss di Zungri

Non reggono in Tribunale a Vibo le accuse dei coniugi e testimoni di giustizia Giuseppe Grasso e Francesca Franzè

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Il Tribunale collegiale di Vibo Valentia ha assolto Giuseppe Accorinti, 60 anni, di Zungri, finito sotto processo per usura ed estorsione ai danni dei coniugi Giuseppe Grasso e Francesca Franzè nell’ambito dell’operazione “Odissea” scattata nel settembre del 2006 su indagini della Squadra Mobile di Vibo ed il coordinamento della Dda di Catanzaro. Per una parte delle contestazioni rivolte ad alcuni imputati non hanno tuttavia retto le aggravanti mafiose e da qui la trasmissione degli atti alla Procura ordinaria di Vibo Valentia. Il pm Concettina Iannazzo aveva chiesto l’assoluzione per insufficienza di prove (530 secondo comma del c.p.p.), ma il Tribunale ha assolto l’imputato con formula ampia perché il fatto non sussiste. Era difeso dagli avvocati Giuseppe Bagnato e Francesco Sabatino.  Giuseppe Accorinti (in foto), secondo l’originaria impalcatura accusatoria, avrebbe in diverse circostanze elargito prestiti ad usura, per un totale di 60mila euro, ai coniugi Grasso-Franzè applicando un tasso di interesse mensile pari al 10%. Il secondo episodio contestato dalla Procura, risalente ad episodi iniziati nel 2001, vedeva invece Giuseppe Accorinti rispondere di usura ai danni di Giuseppe Grasso per un prestito complessivo di 100mila euro, con tassi di interesse mensili pari al 10%. L’accusa di estorsione, invece, si riferisce ad una serie di minacce di morte che Peppone Accorinti avrebbe rivolto all’imprenditore Giuseppe Grasso di Briatico in occasione di ogni mancato pagamento dei tassi usurari. Le presunte condotte estorsive coprono un arco temporale compreso fra il 2001 ed il 2005. I coniugi Grasso-Franzè erano assistiti dall’avvocato Claudia Conidi. 

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