Processo impianti pubblicitari a Vibo: tutti assolti con formula ampia

Per il giudice il fatto non sussiste. Cala il sipario su una vicenda che per anni ha tenuto banco ma che non ha retto al vaglio del Tribunale. Nessun abusivismo edilizio

Per il giudice il fatto non sussiste. Cala il sipario su una vicenda che per anni ha tenuto banco ma che non ha retto al vaglio del Tribunale. Nessun abusivismo edilizio

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Si è concluso con un’assoluzione con formula ampia il processo nei confronti di 14 imputati, quasi tutti vibonesi, titolari, amministratori e rappresentanti di società del settore pubblicitario. Si tratta di un’inchiesta avviata nel 2011 dalla Procura di Vibo Valentia le a cui conclusione delle indagini preliminari risale ad aprile del 2012. Chiamati a rispondere dei reati di abusivismo edilizio e violazione della normativa paesaggistica erano: Maduli Domenico, Muscari Pietro, Maduli Francesco, Garofano Egidio Salvatore e Manfrida Domenico (tutti difesi dall’avvocato Vincenzo Cantafio), Saeli Teresa Lucia (assistita dall’avvocato Antonella Natale), Alessi Gaspare (difeso dall’avvocato Giuseppe Gerbino), Lico Loredana (difesa dagli avvocati Mauro e Sesto), Francioso Marcello (difeso dall’avvocato Giusi Fanelli), Scuticchio Aldo (difeso dall’avvocato Luca Scaramuzzino), Galati Michele, Russo Orazio, Musumeci Francesco e Facciolà Salvatore (difesi d’ufficio dall’avvocato Giacinto Inzillo). 

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La vicenda ha avuto inizio nel 2011, quando la polizia municipale di Vibo Valentia ha inviato alla Procura della Repubblica elenco e fotografie degli impianti pubblicitari esistenti sul territorio comunale, denunciando che – a suo avviso – erano tutti sprovvisti del necessario permesso di costruire. A seguito delle indagini, la Procura aveva emesso un decreto di citazione diretta a giudizio nei confronti di quattordici persone, alle quali ha contestato non solo la violazione di svariate norme del testo unico sull’edilizia, ma anche la normativa paesaggistica. Nonostante l’intervenuta prescrizione dei reati, il giudice monocratico del Tribunale di Vibo Valentia, Maria Rosa Luppino, ha assolto con formula ampia tutti gli imputati dai reati loro ascritti “perché il fatto non sussiste”, accogliendo così la tesi difensiva dell’avvocato Vincenzo Cantafio, secondo la quale la formula assolutoria prevale sulla declaratoria di intervenuta prescrizione dei reati quando vi è prova evidente, come in questo caso, dell’innocenza degli imputati poiché per l’installazione degli impianti non è necessario il permesso di costruire. Ricordiamo anche che su tale procedimento erano cadute ombre allorquando, a causa dello smarrimento del fascicolo d’ufficio, il processo aveva subito un notevole ritardo. Pertanto “l’assoluzione con formula piena – afferma l’avvocato Cantafio – rispetto alla più comoda declaratoria di estinzione dei reati per intervenuta prescrizione ristabilisce verità e giustizia su una vicenda processuale che per anni si è protratta in varie sedi giudiziarie”. Spetterà ora all’amministrazione comunale di Vibo Valentia regolamentare l’intero settore pubblicitario che ha permesso negli anni al Comune di incassare introiti per cifre davvero considerevoli.