Processo autobomba, Angela Napoli: «Il ministro accerti eventuali responsabilità»

L’ex parlamentare e vicepresidente della commissione antimafia si rivolge al titolare della Giustizia Alfonso Bonafede: «Stanno cercando di far naufragare la verità» 

L’ex parlamentare e vicepresidente della commissione antimafia si rivolge al titolare della Giustizia Alfonso Bonafede: «Stanno cercando di far naufragare la verità» 

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L'ex parlamentare Angela Napoli

Interviene anche Angela Napoli, presidente dell’associazione “Risveglio ideale” per esprimere “sincera solidarietà a Rosaria Scarpulla e Francesco Vinci, genitori di Matteo, barbaramente ucciso, lo scorso anno, per vile mano della ‘ndrangheta. Oggi, però la nostra solidarietà vuole anche accompagnare la giusta protesta della mamma la quale sta vedendo naufragare la verità e la giustizia sulla morte del proprio figlio. Con forza diciamo che è inammissibile che una morte così cruenta rimanga priva di giustizia. Il prossimo 26 giugno gli attuali indiziati per questo cruento delitto, tutti appartenenti alla famiglia Mancuso di Limbadi, rischiano di tornare in libertà per prescrizione dei termini di custodia cautelare, alla luce anche dello slittamento, avvenuto nei giorni scorsi, dell’udienza preliminare del relativo processo». Angela Napoli, già vicepresidente della Commissione parlamentare antimafia, nella sua attività parlamentare ha avuto modo, «più volte, di denunziare, attraverso atti ispettivi, le inefficienze del settore giustizia vibonese; inefficienze che, a volte, appaiono quasi come “eccessiva tutela” di alcuni criminali della ‘ndrangheta vibonese ed alcune inchieste e processi successivi, hanno evidenziato la veridicità delle sue denunzie». Pertanto, da comune cittadina, Angela Napoli «non può che associarsi all’appello dei genitori di Matteo, rivolto al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, affinché, attraverso le prerogative che gli sono proprie, intervenga con urgenza per accertare motivazioni ed inefficienze, nonché le eventuali relative responsabilità, di coloro che stanno tentando di far naufragare la verità e la giustizia su una morte così violenta della vittima innocente Matteo».

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