Raccolta rifiuti a singhiozzo, la protesta di un ristoratore: «Situazione al limite»

Servizio che non funziona mai con cadenza prestabilita. «Gli addetti li aspetto da più di una settimana, mi chiedo come si possa lavorare così. Il sindaco Limardo ci dia una mano»

Servizio che non funziona mai con cadenza prestabilita. «Gli addetti li aspetto da più di una settimana, mi chiedo come si possa lavorare così. Il sindaco Limardo ci dia una mano»

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I rifiuti ammassati nell'area di raccolta del locale
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La raccolta, quando c’è, non viene effettuata mai secondo una cadenza prestabilita. La discrezione è affidata al “buon cuore” degli addetti che certamente non è un parametro su cui misurare l’efficienza di una ditta e di una amministrazione comunale. Una situazione di grave disagio che interessa non soltanto i cittadini ma anche molti esercenti. In particolare ristoratori. È ciò che accade, ad esempio, al giovane titolare di un agriturismo sito a Longobardi, “Le quattro stagioni”. L’imprenditore, Ivan Scigliano, si sfoga per questa condizione di continua precarietà sulla raccolta che rischia di pregiudicare non solo la salubrità dell’area con la spazzatura depositata per diversi giorni che diviene facile obiettivo di animali di ogni tipo, non ultimi i cinghiali. Ma anche sul piano dell’immagine e quindi economico, perché qualche cliente potrebbe facilmente lamentarsi del cattivo odore che sprigiona la spazzatura lasciata lì a sedimentare per giorni.

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«È da oltre una settimana – spiega Scigliano – che attendo che gli addetti della Dusty passino a raccogliere questi sacchi. E ancora non si è visto nessuno. Io non posso attendere il comodo degli altri, ho un’attività da mandare avanti e non posso certo presentarmi con questo biglietto da visita. Per ovviare a dei problemi che potrebbero creare gli animali, ho anche realizzato una sorta di struttura recintata dove depositare i sacchi, ma come si vede sono rimasti ancora lì. Per giunta, oltre un anno fa avevo chiesto degli appositi bidoni e mi è stato risposto che al momento la ditta era sprovvista, di andare a comprarmeli di tasca mia, che quando li avrebbero avuto me li avrebbero consegnati. Inutile dire che quei bidoni qui non li ho mai visti…». Tutto questo a fronte di un servizio a suo giudizio «non reso» e per il quale si vede comunque recapitare bollette salate da parte del Comune di Vibo Valentia, l’ultima ammontante a 1600 euro per 8 mesi. «Sto procedendo proprio in queste ore a redigere una diffida, perché non mi si venga a dire un domani che il servizio è sempre stato impeccabile». Che si tratti di semplici cittadini, commercianti, imprenditori, il problema è il solito: un servizio che continua a non funzionare come dovrebbe. L’appello del giovane titolare dell’agriturismo è ora rivolto alla nuova amministrazione comunale: «Mi auguro che il sindaco Limardo prenda a cuore questa situazione, che certamente non interessa soltanto me, e si risolvano una volta per tutte i problemi di questo tipo. In una terra senza lavoro, noi che ci sforziamo di farlo e di darlo avremmo bisogno di un sostegno da parte degli enti pubblici, sostegno che poi altro non è che semplice garanzia dei nostri diritti».