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Diverse le attività che hanno visto in prima linea le Fiamme gialle, impegnate in sequestri e contrasto a diverse tipologie di reato

Cronaca

Bilancio del comando provinciale della Guardia di Finanza oggi su oltre un anno di attività nel Vibonese. Nel contrasto alla criminalità organizzata, operazioni che hanno portato al sequestro di beni per un importo considerevole sono state condotte dal Nucleo di polizia economico finanziaria di Vibo Valentia, mentre il Gruppo di Vibo Valentia, unitamente ad altro Reparto del corpo, ha individuato un’organizzazione criminale dedita al narcotraffico, anche internazionale. Sul fronte del riciclaggio del denaro sporco, a seguito di un approfondimento e sviluppo di una segnalazione di operazione sospetta da parte del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Vibo Valentia, sono emerse condotte penalmente rilevanti riconducibili a soggetti, residenti anche fuori provincia, i quali impiegavano i proventi illeciti in attività speculative, generando un’ingente sproporzione patrimoniale, rispetto ai redditi dichiarati e/o percepiti. E’ stata quindi avanzata una proposta di sequestri di beni per un importo elevato. Diverse le attività condotte nel Vibonese nell’ambito dei reati fallimentari, con la scoperta di due società (collegate fra loro sia per fatti inerenti distrazioni patrimoniali che per riconducibilità al medesimo gruppo imprenditoriale). Il danno patrimoniale complessivo cagionato alla società fallita dai fatti di bancarotta fraudolenta accertati è stato di circa quattro milioni di euro. Gli indagati avrebbero anche tentato di sottrarsi fraudolentemente al pagamento delle imposte per importi rilevanti. Quindi la scoperta di una società dichiarata fallita che ha portato alla denuncia per bancarotta fraudolenta di numerosi soggetti, con il coinvolgimento anche di funzionari di istituti di credito. Il danno patrimoniale complessivo cagionato alla società è stato quantificato in oltre 14 milioni di euro.

Tra le inchieste si segnala l’operazione “Cannabis Farm” condotta dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Vibo Valentia, ora Gruppo, all’esito di una mirata e scrupolosa attività di intelligence finalizzata al contrasto del fenomeno dell’illecita coltivazione di sostanze stupefacenti, che ha consentito di individuare, nel comune di Pizzo Calabro, una vastissima piantagione di marijuana, della qualità notoriamente conosciuta come skunk. La coltivazione, effettuata in venti serre su un appezzamento di terreno di oltre un ettaro, riguardava un totale di 89.624 piante. Nove le persone arrestate con le coltivazioni che avrebbero prodotto oltre otto tonnellate di marijuana con un profitto quantificato in quasi venti milioni di euro. 

Sono stati poi eseguiti 205 interventi nei confronti di contribuenti (imprese e lavoratori autonomi) di minori dimensioni (volume d’affari da 0 a 5.164.568 euro) e medie dimensioni (volume d’affari da 5.164.568 euro a 100.000.000 euro) con domicilio fiscale nella provincia. Nel settore delle Imposte sui Redditi è stata accertata una base imponibile da anni di imposta chiusi di 24.347.256 euro, una base imponibile da anni di imposta aperti di 2.906.956 euro ed un’imposta evasa stimata di 7.234.448 euro. Inoltre, sono state accertate ritenute d’acconto non operate e non versate per 34.759 euro. Nel settore dell’IVA è stata accertata una maggiore imposta constatata da anni di imposta chiusi di 4.045.159 euro ed una maggiore imposta constatata da anni di imposta aperti di 141.061 euro. Nel settore delle frodi Iva sono stati eseguiti 3 interventi, accertando una maggiore imposta constatata di 458.290 euro. Nel settore dell’IRAP è stata accertata una base imponibile da anni di imposta chiusi di 41.555.658 euro. Nel corso delle attività ispettive sono stati denunciati 29 soggetti per reati fiscali (emissione e/o utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, omessa dichiarazione, dichiarazione fraudolenta o infedele, occultamento delle scritture contabili e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte). Nel contrasto al sommerso d’azienda sono stati scoperti 72  evasori totali ovvero soggetti completamente sconosciuti al Fisco, che, pur esercitando attività economiche o professionali, avevano omesso la presentazione delle prescritte dichiarazioni (imposte sui redditi, IV.A., I.R.A.P.) almeno per un anno d’imposta. Ai fini delle Imposte sui Redditi è stata accertata una base imponibile di 20.016.091 euro e ai fini IVA una maggiore imposta constatata di 3.185.206 euro. Il numero maggiore di evasori totali scoperti operava nei settori economici delle costruzioni, del commercio all’ingrosso e delle associazioni, che invece svolgevano attività d’impresa. Nel contrasto al sommerso di lavoro sono stati verbalizzati 40 datori di lavoro per avere impiegato 97 lavoratori in “nero” e 6 lavoratori irregolari.  Le violazioni accertate si riferiscono, in prevalenza, ai settori economici delle costruzioni, della ristorazione, del commercio al minuto e dell’agricoltura. Nel settore delle accise sono stati eseguiti 13 interventi, che hanno consentire di accertare un’evasione di 3.121.423 euro di tributi. Inoltre, sono stati eseguiti sequestri di Kg. 52.311 di prodotti energetici (oli minerali), è stato accertato il consumo in frode di ulteriori Kg. 4.209.732, con la denuncia a piede libero di 48 soggetti per il reato di sottrazione all'accertamento o al pagamento dell'accisa sugli oli minerali e altri reati. 

Nel settore dei giochi e delle scommesse sono stati eseguiti 55 controlli, di cui 17 irregolari. Sono state riscontrate 31 violazioni e irrogate sanzioni, a vario titolo, per un importo di 152.330 euro. Al fine di contrastare le condotte di malversazione, indebita richiesta e/o percezione, truffa e truffa aggravata poste in essere in relazione alle risorse finanziare erogate dall’Unione europea e dallo Stato, sono stati eseguiti interventi nei settori dei fondi strutturali e spese dirette, della politica agricola comune, degli incentivi alle imprese e altre uscite nazionali e locali, nei confronti, complessivamente, di 20 soggetti denunciati per i reati di truffa, malversazione a danno dello Stato, indebita percezione di erogazioni a danno dello Sato e di ulteriori 2 soggetti verbalizzati amministrativamente. Nei tre settori in esame è stata accertata una frode complessiva di 11.040.339 euro (1.631.587 + 9.384.096 + 24.656), corrispondente all’importo indebitamente percepito. Gli appalti controllati, in gran parte relativi alla realizzazione di opere pubbliche, hanno avuto un valore di 39.843.561 euro mentre le somme oggetto di assegnazione irregolare sono state di 11.174.866 euro. Sono stati eseguiti sequestri di beni per un importo di 1.740.000 euro. Anche nel settore della responsabilità amministrativa sono state condotte attività, al fine di accertare danni erariali di dirigenti, funzionari e dipendenti pubblici, nonché di privati in relazione a ipotesi di irregolare gestione, impiego e percezione di risorse finanziare di natura pubblica. Sono stati individuati 77 soggetti responsabili di danni erariali. I danni erariali accertati ammontano a 68.895.292 euro.

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