Tropea, l’Amministrazione dice stop a massaggiatori e venditori ambulanti

Giro di vite contro le due categorie sia in spiaggia che nel centro cittadino. Sanzioni fino a 500 euro anche per chi usufruirà delle prestazioni

Giro di vite contro le due categorie sia in spiaggia che nel centro cittadino. Sanzioni fino a 500 euro anche per chi usufruirà delle prestazioni

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Pugno di ferro dell’amministrazione comunale di Tropea contro massaggiatori e venditori ambulanti. Con l’ordinanza numero 16 il sindaco Giovanni Macrì ha infatti posto il divieto, «lungo tutto il litorale marino del Comune di Tropea, nonché nelle vicinanze dello stesso», di «offrire e usufruire, a qualsiasi titolo, prestazioni, comunque denominate, riconducibili a massaggi estetici o terapeutici da parte di soggetti ambulanti». In pratica, chi chiederà alle numerose donne asiatiche che affollano le spiagge un massaggio sarà soggetto a una contravvenzione che va da 125 a 500 euro. Stesso trattamento per le massaggiatrici. Un provvedimento reso necessario perché «nell’esecuzione dell’attività di cui trattasi, l’igiene personale dell’operatore e, in particolare, l’igiene delle mani è fondamentale per prevenire la trasmissione di infezioni cutanee, quali, ad esempio, verruche e dermatofitosi», e in quanto «nell’attività in questione vengono spesso utilizzati oli, pomate, creme, unguenti e altri prodotti, la cui composizione e la cui origine non sono note e che potrebbero generare fenomeni di fotosensibilizzazione della pelle, anche in considerazione dell’ambiente in cui vengono applicati, nonché altre affezioni cutanee». Di simile tenore l’ordinanza numero 17, con la quale si vieta «in assenza di specifica autorizzazione, il commercio ambulante in forma itinerante». Vu cumprà, quindi, banditi dalle spiagge e dal centro cittadino di Tropea, visto che, secondo quanto riportato nell’ordinanza, «arrecano disturbo con pratiche di vendita aggressive e moleste»; Nell’attività in questione vengono poi spesso posti in vendita beni contraffatti ovvero sprovvisti di certificazioni conformi alla vigente normativa e il particolare contesto in cui detta illecita attività si svolge mina alla sicurezza pubblica, all’immagine della città e arreca un danno economico alle attività commerciali». Anche qui la sanzione pecuniaria parte da 125 euro per arrivare a 500, ma solo per il venditore.

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