Corruzione per finanziamenti a villaggio di Ricadi, il gup si astiene

La Procura di Catanzaro ha chiesto il rinvio a giudizio per un imprenditrice vibonese ed un ex dirigente della Regione 

La Procura di Catanzaro ha chiesto il rinvio a giudizio per un imprenditrice vibonese ed un ex dirigente della Regione 

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Incompatibilità con la trattazione del procedimento penale in quanto già investita della vicenda nella fase delle indagini. Questa la decisione del gup del Tribunale di Catanzaro, Teresa Guerrieri, che si è così astenuta nel corso dell’udienza preliminare fissata per esaminare la richiesta di rinvio a giudizio della Procura avanzata nei confronti dell’ex responsabile dell’anti-corruzione della Regione Calabria Maria Gabriella Rizzo, di 58 anni, ora in servizio al Dipartimento Turismo, beni culturali e spettacolo, dell’imprenditrice turistica di Ricadi Laura Miceli, 68 anni, entrambe indagate entrambe per corruzione e falsità ideologica. La richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura interessa anche altre due persone, ovvero il componente della commissione incaricata alla vigilanza in relazione al “Finanziamento di Piani di investimenti produttivi” Antonio Tolomeo, 40 anni, ingegnere con studio a Catanzaro, e Deborah Valente, residente a Tropea, 50 anni. Il gup, dopo essersi dichiarata incompatibile, ha rinviato gli atti al presidente della sezione penale del Tribunale di Catanzaro che dovrà ora individuare un nuovo giudice per l’udienza preliminare che è stata così aggiornata al 4 luglio. Al centro dell’inchiesta la società Baia d’Ercole con sede a Ricadi, di proprietà di Laura Miceli, titolare dell’omonimo villaggio “Baia d’Ercole” sito a Santa Maria di Ricadi. Le indagini, condotte dai finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Catanzaro, sotto il coordinamento della Procura, contestano alla dirigente regionale di aver comunicato all’imprenditrice Laura Miceli informazioni non ancora divulgate riferite a bandi non pubblicati, fornendo anche consulenze. La Rizzo, anche in incontri informali appositamente organizzati, avrebbe quindi prospettato alla Miceli l’evoluzione delle istruttorie di pubblicazione ed i contenuti di bandi regionali finanziati da fondi comunitari destinati al supporto del settore turistico-alberghiero. In cambio avrebbe beneficiato di soggiorni vacanze e casse di vino. A febbraio un provvedimento interdittivo ha interessato la società “Baia d’Ercole” e l’ingegnere Tolomeo.

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